04
Giugno
2006

Un Filo Di Fumo

di Saltydog

Non potevo più rimandare quell'incontro. L'ineluttabilità del tempo stavolta non mi avrebbe aiutato, nonostante i miei sforzi. Ed ora la persona era di l�, nel salone di casa mia, che attendeva solo la mia presenza per affrontare una discussione che mi avrebbe sicuramente visto uscire sconfitto. Sono ormai dieci minuti che evito di varcare la soglia del mio studio, ma mi sento nudo, vuoto, disarmato, sfinito. L'angoscia � come una tenaglia sul collo che soffoca l'epiglottide.
L'occhio corre istintivo attraverso i mobili della mia stanza in cerca di aiuto e si posa inequivocabile sulla rastrelliera delle pipe. Mi avvicino umile ad essa... Chi di voi sapr� aiutarmi oggi? Tu con quella pancia estesa, che offri il senso della sazietà solo a tenerti in mano? Forse no, il tuo peso mi costringerebbe a sostenerti, mentre invece oggi ho bisogno delle mani libere. Ecco qui, la mano va veloce verso l'elegante dritta inglesina che in tante altre occasioni mi ha aiutato. La tua pelle sabbiata mi ricorda i colori del tronco di una palma tropicale.
La poso con cura sulla scrivania ed apro il mobile dei tabacchi. Oggi mi occorre qualcosa che bruci  lentamente, che mi sostenga nell'incontro senza però essere eccessivamente invadente o disorientante nei confronti della persona che dovr� affrontare. Ecco il barattolo che cercavo. Seduto, apro con cura il coperchio a tenuta d'aria ed aspiro profondamente ad occhi chiusi con le narici nel vaso: odore di campagna, di grano maturo, di fieno appena mietuto. Quello che ci vuole, l'immagine della campagna stamattina sicuramente aiuter� a scacciare i fantasmi dell'ansia che mi opprime. Inizia il rito.
Prendo con cura una striscia del tabacco pressato larga circa 3 centimetri e lunga almeno 12 e la ripiego gentilmente sul palmo della mia mano. Chiudo l'altro palmo sul tabacco ed inizio a carezzarlo con un leggero movimento circolare; sento lentamente le fibre che si separano le une dalle altre e, come destate da un lungo sonno, iniziano a prendere nuova vita fra le mie mani. Questa operazione non deve durare troppo a lungo, occorre sempre che io trovi il giusto equilibrio fra la pressatura residua e la separazione delle foglie, per rispetto verso la loro nobiltà.
Con delicatezza inizio a far scendere il tabacco nel ventre della mia pipa, un pizzico dietro l'altro. Nel frattempo la mia mente sembra iniziare a liberarsi dai fantasmi, lentamente il pesante drappo dell'angoscia comincia a muoversi, perdendo la sua innaturale pesantezza.
Il fiammifero � acceso e si avvicina alla bocca della radica che ne assorbe piacevole i primi calori. Le fibre superficiali del tabacco sfrigolano leggermente e iniziano a danzare allegre e con ritmo l'ouverture dell'accensione. Alla fine del fiammifero, lo strato di tabacco � tutto scomposto dalla conclusione di un via-vai frenetico provocato dall'incontro con la prima fiamma. Il pigino provvede a ricomporre i ranghi per far poi posto alla seconda, definitiva, accensione...

Il primo sbuffo di fumo si perde nell'aria.  Il secondo lo assaporo ad occhi chiusi: omogeneo,  complesso, rotondo, delizioso, erboso.
L'ansia cala lentamente per lasciare spazio alla campagna estiva. Mi sembra di sentire la sua brezza calda sul mio viso mentre all'orizzonte vedo le distese del campo di grano picchiettate dai rossi papaveri in fiore.

Adesso sono pronto. Stringo con leggerezza la mia pipa tra i denti e mi dirigo verso la porta. Oramai ben salda, la mano avvolge la maniglia  e con decisione entro nel salone, pronto ad affrontare anche l'inaffrontabile.

"Eccomi"
"Finalmente, ingegnere! Vogliamo ora iniziare a discutere e compilare la sua nuova dichiarazione dei redditi?"

Categories: Pagine di fumo

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