16
Luglio
2008

Terrritori Del Sigaro

Parlando di sigari caraibici prendiamo in considerazione una gamma estremamente ampia di prodotti, diversi per qualità e caratteristiche organolettiche; tali differenza sono determinate da diversi fattori, come le procedure e la tempistica di fermentazione dei tabacchi, diversa di zona in zona e spesso anche fra le diverse manifatture (specialmente fuori cuba). Ma il fattore che sicuramente determina in maniera più importante la differenza qualitativa delle produzioni � il territorio di coltivazione, associato anche alla selezione varietale di tabacchi specifici per ciascun areale; � per questo motivo che se ci troviamo di fronte a 4-5 box di sigari premium, provenienti da paesi diversi, riusciamo a distinguere chiaramente la differenza fra i prodotti semplicemente dall'aroma a crudo. Anche il neofita, pur non distinguendo nella maggior parte dei casi le sfumature aromatiche, avverte una differenza sostanziale fra una scatola di sigari cubana ed una nicaraguense, honduregna o dominicana, sia nel confronto cuba-extracuba, sia fra le scatole extracubane.

Particolare attenzione merita la selezione varietale, fino a pochi anni fa infatti (e a volte ancora oggi) i produttori extracubani utilizzavano esclusivamente semi di tabacco cubano, facilmente trasportabili in virtà delle ridottissime dimensioni della semente (peso di 1.000 semi inferiore a 0,1 grammi), il risultato qualitativo del prodotto finale però si dimostrava ampiamente al di sotto della media cubana, fatto più che comprensibile se si pensa che si utilizzava una varietà studiata e selezionata per un determinato territorio, mettendola a dimora in aree molto diverse per caratteristiche climatiche e del suolo. Non a caso, il grande incremento qualitativo registrato prima dai grandi brand dominicani, poi, in maniera generalizzata, dalle marche nicaraguensi, � avanzato di pari passo ad una selezione varietale specifica per i territori di coltivazione.

Ancora oggi però risulta particolarmente difficile orientarsi fra marche e formati extracubani, poich� la frammentazione della produzione � assai spinta, per questo motivo, mentre le marche cubane sono per larga percentuale di qualità elevata, rivolgendosi al resto del mercato caraibico � molto facile trovare prodotti di scarsa qualità, spesso celati anche dietro ad una buona costruzione e a capas esteticamente accattivanti; non è un mistero che questo sia uno dei principali motivi per cui gli habanos sono molto più affermati a livello mondiale rispetto ai sigari di altra provenienza.

Nella trattazione saranno presi in considerazione i diversi paesi produttori, caratterizzando per ciascun paese le zone più vocate alla coltivazione dei tabacchi da sigaro (non dimentichiamo che i paesi produttori di sigari hanno anche ingenti superfici coltivate a tabacco da sigaretta), saranno poi evidenziate le marche più interessanti che ciascun paese offre ad oggi sul mercato internazionale, fermo restando che, specie per i paesi extracubani, l'offerta di prodotti e il livello qualitativo sono in continua evoluzione, per cui il panorama di marche e formati interessanti può variare nel breve-medio periodo.

Cuba

Inutile dire che stiamo parlando del miglior produttore mondiale di sigari, la comparsa delle prime marche di habanos, ancora oggi esistenti, risale al 1800 (Por Larranaga, Partag�s, Hoyo de Monterrey, Romeo y Julieta, etc.). Ma stiamo anche parlando di un paese che ha subito notevoli tensioni sociali nella storia più recente. Cuba infatti ha conosciuto un primo periodo d'oro nei primi anni del secolo scorso, con la comparsa di nuove marche a seguito di quelle esistenti (es. Montecristo) per poi inabissarsi con la rivoluzione castrista che ha rischiato di eliminare le marche statalizzando l'intero sistema, un'ulteriore scossa per il sistema � derivata dall'embargo degli USA che erano i principali importatori di sigari cubani. Oggi, con il riaffermarsi delle marche migliori e l'apertura dei mercati europei e asiatici la manifattura del tabacco di cuba sta rifiorendo, anche la creazione di nuove marche post-rivoluzionarie, per altro di ottima qualità, come Cohiba, Cuaba, Trinidad ecc, � un chiaro sintomo di questa positiva tendenza, ormai di lungo corso.

Le zone vocate alla produzione di tabacco sono ben 5 dislocate in diverse zone del paese (zone verdi in figura). Remedios e Partido situate nella zone centrale, Oriente situato nella zona est e la Semi-Vuelta situata nella parte occidentale sono per lo più coltivate con tabacchi per sigaretta, fatta eccezione per alcune marche che utilizzano alcune foglie provenienti da queste zone nella composizione della tripa; La Vuelta Abajo, situata nella zona di Pinar del Rio, � la terra promessa della tabacchicoltura mondiale, qui si producono i migliori tabacchi per le migliori vitolas esistenti.

Le varietà coltivate sono per lo più selezioni di corojo e criollo che con le successive e progressive operazioni di ibridazione per l'ottenimento di maggiori rese produttive e di resistenza ad alcuni patogeni, fra cui la muffa blu, hanno portato a nuove cultivar denominate Habana, il nome � seguito dall'anno di immissione della varietà nei sistemi colturali (es. Habana 92, Habana 2000, etc). Parallelamente � proseguita la selezione non ibridativa di corojo e criollo con analogo sistema di nomenclatura; sono allo studio nuove varietà, soprattutto per le foglie da fascia, come la Capero.

La produzione cubana di sigari si aggira sui 150 milioni di pezzi all'anno, le marche interessanti sono molte, in virtà della qualità diffusa del tabacco utilizzato: Bolivar, Cohiba, Cuaba, Diplomaticos, El Rey del Mundo, Hoyo de Monterrey, H. Upmann, Juan Lopez, La Gloria Cubana, Montecristo, Partag�s, Por Larranaga, Punch, Rafa�l Gonzalez, Ram�n Allones, Romeo y Julieta, Saint Luis Rey, Sancho Panza, San Cristob�l de la Habana, Trinidad, Vegas Robaina, Vegueros.

Repubblica Dominicana

Produttore di alto livello quasi al pari di cuba � forse il primo paese esportatore al mondo, la Repubblica dominicana ha saputo sfruttare i momenti favorevoli dell'espansione del mercato e si � collocata ai primi posti nelle classifiche degli estimatori statunitensi, le miscele sapienti delle casas de tabaco fanno si che questi sigari siano sempre più apprezzati dagli edonisti anche grazie all'estrema finezza degli aromi del ripieno, che suppliscono alla minor forza nicotinica rispetto agli habanos. L'unico neo � la quasi totale assenza di produzione di foglie da fascia autoctone, prodotte esclusivamente da marche di altissimo livello, e che rappresenta un ostacolo per i puristi in quanto le foglie da fascia vengono per gran parte acquistate all'estero, per questo motivo i sigari ricadono nella categoria dei "blended". l'isola di Santo Domingo � interamente vocata alla produzione di tabacco ma le produzioni migliori sono nella valle dello Yaque, omologo dominicano della Vuelta Abajo cubana.

Le varietà coltivate, per la quasi totalità da tripa, sono il Piloto Cubano, l�Olor Dominicano (coltivato anche per capote) e il San Vincente, anche in questo caso sono disponibili diverse selezioni per ciascuna varietà.

Il panorama di marche � estremamente ampio, anche in virtà dell'elevata produzione, che supera quella cubana di diversi milioni di pezzi all'anno. In virtà di una precoce e maggiore "maturità" del mercato, l'evoluzione qualitativa � piuttosto rallentata rispetto ad altri paesi caraibici, quindi la mutevolezza dell'offerta � molto più lenta; le marche interessanti dal punto di vista qualitativo sono una minima parte di quelle esistenti: Arturo Fuente, Ashton, AVO, Davidoff, El Credito, Flor de Yinclan, Juan Clemente, La Flor Dominicana, La Aurora, Leon Jimenes, Patoro.

Nicaragua

Ottimo produttore di tabacco e sigari il Nicaragua per una serie di motivi di natura fortuita non è riuscito a cogliere appieno l'espansione del mercato dovuta all'embargo cubano, le rivolte sandiniste prima e il devastante uragano Mitch poi hanno infatti impedito la proliferazione delle industrie del tabacco. Oggi � senza ombra di dubbio il paese più dinamico per quanto riguarda l'evoluzione qualitativa dei prodotti, si nota un generalizzato incremento della qualità, chiaro sintomo del miglioramento e dell'ottimizzazione della filiera produttiva, forte, in fase iniziale, della selezione di varietà o cultivar adattate al territorio di coltivazione; il Nicaragua non è nuovo alla ricerca varietale sul tabacco, le prime selezioni per la resistenza alla muffa blu partirono proprio da questo paese, nel 1982, anno in cui la malattia del tabacco si fece sentire in maniera particolarmente virulenta proprio in Nicaragua e Honduras. Le zone migliori per la produzione di tabacco sono la valle di Jalapa al confina con l'Honduras, e l'isola di Omotepe nel lago di Nicaragua, nella zona di Estel�, a pochi km dalla Jalapa Valley, si concentrano la maggior parte di manifatture e di facilities per la produzione di sigari. Attualmente le marche interessanti sono diverse, e già rispetto a 3-4 anni fa la gamma di prodotti di qualità medio-alta � più che raddoppiata, raggiungendo ottimi compromessi fra livelli di forza e struttura aromatica, anche grazie al fatto che diverse marche hanno abbandonato o ridotto al minimo il blending, rivolgendosi sempre più spesso al mercato di foglie autoctone per la tripa; l'incremento qualitativo � stato premiato dalla domanda mondiale che oggi si attesta attorno ai 60 milioni di pezzi all'anno. La promettente espansione del Nicaragua come paese produttore, ha portato alcuni importanti brand internazionali, che pure producono sigari in altri paesi caraibici, a produrre oggi in nicaragua linee di prodotti al top della loro gamma, in grado di avvicinarsi ad alcune marche esclusivamente nicaraguensi di ottimo livello: Linea "Jalapa" di Artist Line, linea "Criollo" di CAO, Cicero Criollo, Cumpay, Dunhill, Joya de Nicaragua, La Meridiana, Oliva (non confondere con La Flor de Oliva, sempre nicaraguense, di qualità mediocre), Padr�n, Perdomo.

Honduras

Come molti altri stati, l'Honduras vede decollare l'esportazione di sigari dopo la rivoluzione di cuba, e la stabilità sociale ne ha fatto uno dei paesi che maggiormente hanno sviluppato l'industria del tabacco, tanto che anche dopo lo spaventoso uragano del 1999 le esportazioni sono continuate a pieno regime viste le enormi riserve delle aziende, ad oggi il paese produce circa 80 milioni di sigari all'anno. Nonostante la relativa maturità del mercato però, le marche honduregne sono più mutevoli rispetto a quelle dominicane, probabilmente anche grazie all'effetto di traino del vicino Nicaragua. Il Paese paga ancora la scarsa selezione di varietà autoctone (in diverse produzioni si utilizzano ancora tabacchi di varietà cubane coltivate in loco), tuttavia, seppur in maniera più lenta, l'incremento qualitativo si fa sentire.

Le zone più idonee per la coltivazione di tabacco sono la valle di Jalapa, l'altopiano di Santa Rosa de Cop�n, e La valle di Sula. La valle di Jalapa, al confine con il Nicaragua, che costituisce la quasi totalità della superficie tabacchicola, sconta però rispetto al Nicaragua una diversa esposizione al sole che penalizza leggermente i tabacchi honduregni in termini di forza, risulta però essere un vantaggio nella produzione di capas, specialmente per quanto riguarda le "shade grown". I sigari honduregni sono molto vicini in termini di forza a quelli dominicani, nelle migliori marche anche la paletta aromatica � simile in termini di complessità, tuttavia permangono differenze nel tipo di aromi percepiti.

Grazie ad una discreta tradizione tabacchicola, anche l�Honduras offre un discreto panorama di marche interessanti: Bances, Carlos Torano (alcune linee), Cienfuegos, Cuba Aliados, Don Ramos, Don Tom�s, Excalibur, Flor de Cop�n, Flor de Selva, Indian Tabac Cigars, La Libertad, Puros Indios.

Altri Paesi:

Esistono altri paesi produttori di sigari premium, con volumi produttivi e livelli qualitativi generalmente più scarsi rispetto ai 4 paesi "maggiori" descritti in precedenza, tuttavia, ci sono alcune produzioni degne di nota.

Il Brasile ad esempio ha una modesta produzione di sigari (ca. 3 milioni di pezzi all'anno), principalmente concentrata nello stato di Bahia, marche degne di nota sono Artist Line, Suerdieck e Don Pepe.

Il Messico vanta una tradizione lunghissima nella coltivazione del tabacco, produce oggi foglie da esportazione e sigari premium, in quantità tutto sommato elevata, che supera i 10 milioni i pezzi all'anno, le marche più in voga, seppur meno pregiate rispetto ad altri caraibici, sono Cruz Re�l, Excelsior, Santa Clara, Te-Amo, Vera Cruz.

SSSzappolo

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