23
Maggio
2005

Accensione

Teoria generale. Un esperto fumatore di pipa sa che una buona fumata dipende anche da come si accende la pipa una volta caricata. La fase dell'accensione comporta una serie di accorgimenti da adottare affinchè l'intera superficie del tabacco sia coperta dalla fiamma in maniera da consentire una combustione omogenea che permetta un più facile scambio con la l'ossigeno dell'aria e con le pareti esterne del fornello per agevolare una maggiore dispersione di calore. Una combustione parziale causerebbe un contatto con la parte non combusta che comprometterebbe il tutto con formazione di umidità durante la fumata proprio perché il calore non si distribuisce perfettamente. E' essenziale quindi che tutta la superficie del tabacco sia avvolta dalla brace per favorire una completa riduzione dello strato di tabacco interessato a cenere. Ciò determina il successo di una fumata in quanto tutte le sostanze che caratterizzano l'aroma e il gusto di un tabacco entrano in gioco e non rimangono inespresse come succede invece quando il tabacco non brucia o brucia male. Una combustione pessima infatti è sempre l'origine di vari inconvenienti che pregiudicano l'intero piacere nel fumare la pipa. Questo spiega come mai l'accensione richieda una certa concentrazione e debba essere fatta senza fretta.
Tecnica. Una volta caricata la pipa è la fiamma viene avvicinata alla superficie del tabacco che deve essere il più piatta possibile senza alcuna escrescenza di sorta; il movimento della fiamma deve essere circolare proprio per garantire la distribuzione omogenea della brace; la pipa va tenuta ferma in bocca in quanto ciò che si deve muovere è solo la fiamma. è importante precisare che l'accensione deve essere accompagnata da poderose e potenti aspirate al fine di dirigere la fiamma verso il tabacco e alimentare la brace. Dopo la prima accensione si prevede un sollevamento del primo strato di tabacco dal resto della stratificazione che si è seguita per caricare la pipa; a questo sollevamento potrebbe seguire (ma non è detto) un primo spegnimento. Indi si interviene con il curapipe o pigino per premere e parificare lo strato di tabacco sollevato è dopo di ciò si procede alla riaccensione seguendo sempre la regola della uniformità della fiamma. Nella pratica non si escludono degli inconvenienti è ma se la brace è ben alimentata e se la pipa è stata caricata bene senza premere eccessivamente il tabacco è in teoria la fumata dovrebbe procedere facendo attenzione è però è che le aspirate siano cadenzate e corte per evitare,oltre a un sapore spiacevole è di scottare la lingua e di rovinare la pipa con il surriscaldamento.
Inconvenienti. I motivi per cui una fumata non procede come dovrebbe sono tantissimi e in questa sede sarebbe dispersivo entrare nei dettagli. Ne elenchiamo solo alcuni tra i principali.

  • Il tabacco è stato premuto male per cui l'ossigeno non si distribuisce bene e la pipa si spegne. A tale inconveniente si ovvia bucando il tabacco con lo spillone del curapipe. E' un metodo che serve soprattutto a salvare la fumata ma non garantisce la bontà della medesima.

  • Il tabacco è troppo umido per cui la pipa riscalda troppo e si spegne spesso. Questo problema non si risolve se non cambiando tabacco.

  • Durante la fumata si forma umidità nel cannello. Si interviene con uno scovolino che asciuga il cannello e il bocchino.

  • Il tabacco è troppo secco per cui brucia in fretta e lo strato si solleva facilmente non consentendo un contatto con la stratificazione. Quindi il tabacco deve avere una giusta umidità.
    Strumenti. Per accendere la pipa si possono usare diversi strumenti dal fiammifero all'accendino a gas (in commercio ce ne sono di specifici con fiamma orizzontale). Si sconsigliano i cerini e gli accendini a benzina poichè tendono a contaminare il gusto del tabacco. Con l'accendino a gas è anche qualora fosse fatto apposta per la pipa è se ha una fiamma troppo invasiva è si rischia di bruciare il bordo del fornello; il fiammifero permette di governare meglio la fiamma e di dirigerla su tutta la superficie del tabacco. è altresè chiaro che l'accendino è più pratico soprattutto se ci si trova all'aperto.
    Tecnica alternativa. Questa che abbiamo descritto è la tecnica classica dell'accensione che si basa sull'uso della fiamma indiretta data dagli accendini e dai fiammiferi. Questa fiamma è in quanto tale è non è abbastanza potente da far bruciare il tabacco senza alcun aiuto e quindi prevede che all'inizio dell'accensione il fumatore aspiri in maniera vigorosa al fine di convergere la fiamma stessa verso la superficie del tabacco alimentando cosè la brace. Secondo alcuni,però è l'intervento di questo procedimento sarebbe il principale responsabile del tanto temuto surriscaldamento della pipa. Per ovviare a ciò si suggerisce l'uso di un accendino antivento con fiamma diretta. Quest'ultimo produce una fiamma talmente potente e invasiva da far bruciare direttamente il tabacco senza l'ausilio di queste vigorose aspirate. In questo modo è si eviterebbe appunto di surriscaldare il fornello ottenendo già da subito una pipa fresca. L'unico rischio è quello di rovinare il bordo del fornello a causa della potenza della fiamma; è opportuno è perciò è utilizzare questo accendino con molta attenzione: si accosta la fiamma al tabacco un numero di volte della durata di un secondo ciascuna è seguite da intervalli di 5 secondi. E questo fino a che il tabacco non è completamente bruciato.

Categories: Manuali

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