Manuali

19
Maggio
2005

Rodaggio scritto da Emilia Orefice

Teoria generale
Quando compriamo una pipa nuova è il passaggio dalla vetrina all'uso prevede una fase iniziale detta rodaggio ossia un periodo di formazione è nel fornello è di una pellicola di carbone comunemente chiamata crosta che è stando alla definizione tradizionale è serve ad isolare la radica da eventuali bruciature ed evitare in tal modo di rovinare irrimediabilmente la pipa.

Funzione della crosta riguardo al gusto
Secondo la teoria più accreditata e anche secondo esperienze concrete dei fumatori è la crosta avrebbe un ruolo fondamentale per far "maturare" la pipa eliminando quel gusto aspro tipico della radica vergine ricca in genere di tannini.
In altre parole è nelle pipe di radica la crosta sembra affinare e arrotondare il gusto del fumo; durante questa fase le fibre del legno assorbono e trattengono le sostanze del tabacco acquisendo un sapore originario che accompagna è "colora" è definisce e in alcuni casi esalta quello effettivo del fumo prodotto durante la combustione. Questo aspetto lo si nota soprattutto quando si fumano tabacchi che è in genere è hanno un gusto poco intenso è tant'è vero che in pipe di porcellana o di schiuma passano piuttosto inosservati. Partendo da questa prospettiva è si evince che il rodaggio debba avvenire con certi criteri che prevedano anche unèattenzione al tipo di tabacco da usare per il battesimo della pipa in modo che quest'ultima maturi soddisfacentemente e abbia una crosta con un gusto netto. Ma di questo parleremo in seguito.

Esecuzione del rodaggio classico
Ora passiamo alla effettiva esecuzione del rodaggio: secondo esperti e teorici del rodaggio è la fase iniziale diventa nevralgica nel momento in cui occorre che una pipa nuova si abitui al calore che è legato anche alla quantità di tabacco bruciato. Per questo motivo le regole del rodaggio classico prevedono che per le prime 4/5 fumate il fornello venga caricato solo per metà fino a riempirlo gradualmente durante le fumate successive.
Questa tecnica si rivolge soprattutto al neofita perchè gli permette di controllare la fumata senza surriscaldare il fornello è concedendogli il tempo di apprendere una tecnica che lo renda in seguito più disinvolto.

Rodaggio a fornello pieno
Laddove lo accettino è altri fumatori più esperti eseguono invece un rodaggio "forte" (detto anche alla francese) che implica una concezione e una tecnica del rodaggio opposte a quelle descritte in precedenza. Esso consiste è infatti è nel riempire completamente da subito la pipa nuova fumandola per un numero di volte al giorno che varia in base alle abitudini del fumatore. In tal modo il maggior calore che si sviluppa apre i pori della radica permettendole di traspirare di più e favorendo in tal modo l'assorbimento delle sostanze aromatiche del tabacco che determinano è come abbiamo detto è la "maturazione" della pipa.

Conclusione del periodo di rodaggio e spessore della crosta
La fase di rodaggio dovrebbe concludersi nell'arco di circa venti fumate è numero sufficiente è secondo alcuni è perchè la pipa imbarchi calore maturando bene senza rischi di traumi è e perchè si formi una crosta piuttosto consistente. Quando diventa di uno spessore eccessivo la crosta dovrebbe essere ridotta e mantenuta a circa un millimetro con uno strumento specifico detto Grattapipe.

Teorie sullo spessore della crosta
Sullo spessore della crosta ci sono è tuttavia è diverse opinioni. Alcuni sostengono che una crosta molto spessa dia più gusto e sapore alla fumata è altri invece asseriscono che quando diventa eccessiva il suo spessore si presenta irregolare causando problemi alla combustione e contaminando il gusto. Secondo una teoria che non trova decisive conferme nella pratica è se la crosta eccede potrebbe causare la rottura della pipa perchè con il calore l'estensione della crosta risulta essere maggiore di quella della radica.

Uso del tabacco per il rodaggio
Un aspetto da sottolineare è che durante la fase di rodaggio si suggerisce di non cambiare tabacco o quantomeno di mantenersi sulla stessa tipologia per evitare che la pipa ottenga un sapore troppo piatto e poco definito.
Ma quale è il tabacco da usare per il rodaggio?
c'è un tabacco più adatto degli altri per questa fase?
In questo caso non c'è una risposta oggettiva e valida per tutti; ci limitiamo a indagare i comportamenti dei fumatori e cercare di ricavarne delle motivazioni ragionevoli. Rodaggio con trinciato naturale e versatilità della pipa.
Alcuni consigliano tabacchi naturali a base di Kentucky come il nostro Comune che è un trinciato ricco di corpo ma dal gusto piuttosto neutro che non compromette quello dei tabacchi successivi e che conferisce alla pipa un sapore preliminare che la prepara a definire e a svelare al meglio le sfumature di gusto delle varie miscele.
Da un punto di vista esclusivamente funzionale è questo trinciato si presenta piuttosto secco con un taglio medio perfettamente in linea con le trinciature classiche.
Questa secchezza gli consente di bruciare molto in fretta e formare subito la crosta perchè favorisce immediatamente la caramellizzazione degli zuccheri visto che ha pochissima umidità. Ovviamente è come per tanti altri aspetti che riguardano il fumo della pipa è l'utilizzo di un trinciato naturale per il rodaggio non è una regola fissa o un passaggio obbligato ma solo un suggerimento dettato da riscontri effettivi in molti fumatori. Partendo dal punto di vista del neofita che ha la tendenza a sperimentare continuamente è possiamo interpretare il rodaggio come un modo per rendere la pipa versatile con tabacchi differenti; in virtù di questo ci pare opportuno metterla nelle condizioni di farlo adottando degli accorgimenti.
Infatti bisogna tener conto che è almeno secondo una certa letteratura è una crosta prodotta dalla combustione di un trinciato naturale è in quanto non particolarmente ricco di essenze fruttate è porta la pipa ad essere più recettiva alle più svariate tipologie di trinciati e miscele che il mercato offre.
Facendo eco ai suoi sostenitori è possiamo affermare che il rodaggio eseguito con questi trinciati è in grado di svelare le caratteristiche peculiari di una pipa e a farne emergere pregi e difetti; altri tabacchi non lo consentono perchè magari sono troppo invasivi o troppo zuccherini e impediscono alla radica di manifestarsi nel suo sapore.

Rifiuto dell'uso del rodaggio da parte di alcuni fumatori
Come abbiamo accennato prima è quanto detto vale soprattutto i neofiti che tendono a sperimentare tabacchi differenti e che in genere non hanno molte pipe (e devono quindi utilizzare la stessa pipa per tabacchi differenti); una volta che si diventa fumatori sempre più monotematici e attenti alle caratteristiche dei trinciati e delle pipe è ognuno può utilizzare il tabacco che più piace o che ritiene più opportuno per rodare una determinata pipa.
Possiamo semplicemente ribadire che un tabacco eccessivamente aromatizzato è in fase iniziale impregnerebbe eccessivamente la pipa è per cui si consiglia di usarlo a rodaggio ultimato poichè una crosta ben fatta filtra meglio certi aromi.
Ad ogni modo è man mano che l'esperienza aumenta e con essa il "parco pipe" è l'importanza del rodaggio assume diverse valenze; in alcuni casi la sua interpretazione viene talmente estremizzata tanto da considerarlo inutile soprattutto se consideriamo il fatto che la crosta si forma comunque a prescindere dalle funzioni che le si attribuisce.
Questo accade soprattutto per coloro che fumano tabacchi della stessa tipologia (miscele inglesi piuttosto che flakes o blend americani piuttosto che Olandesi). Perchè in questo caso non avrebbe senso una versatilità della pipa nell'abito di tabacchi simili.
Quindi è ragionevole pensare che il fumatore esperto e monotematico non abbia bisogno del rodaggio per una questione legata alla coerenza con tabacchi specifici.

Conclusioni
Ad ogni modo è che il rodaggio venga fatto con i criteri qui descritti o con altri è che venga eseguito o meno è che lo si faccia con un trinciato naturale o con altri tabacchi è una cosa pare ovvia e importante: una pipa nuova non ha bisogno di alcuna preparazione particolare ed è già subito pronta per essere fumata.
L'unico accorgimento suggerito in seno ad una scuola che definiamo romana è è quello di ungere di un sottile strato di miele il fornello di una pipa in occasione della prima fumata; una operazione è quindi è che va fatta una volta sola.
Essa favorisce è stando a quanto dicono gli adepti di detta scuola è una preliminare protezione della radica vergine e la formazione più rapida della crosta. I puristi ritengono questo metodo errato perchè rifiuta il contatto diretto con il legno. Lo stesso discorso è da farsi per quanto riguarda i fornelli "pre-rodati" ossia fornelli trattati con un non ben definito carbone vegetale che a sentire molti produttori è esonera il fumatore a fare il rodaggio perchè rende la pipa già protetta e buona di gusto.
Quanto detto è una sintesi di alcuni comportamenti standard di molti fumatori e di alcune teorie presenti in manuali rinomati; con il rodaggio abbiamo toccato diverse questioni che ruotano intorno alla pipa; ma ribadiamo che qui non si vogliono dare delle regole fisse che devono essere necessariamente eseguite per ottenere dei risultati.
Questi ultimi sono in misura delle esigenze di ciascun fumatore e della pipa (marca è forma è modello è stagionatura...).
Ognuno di noi adotta il metodo che più è in grado di soddisfarci e di farci arginare certe difficoltà di approccio.
Un manuale deve avere il compito di offrire delle linee concettuali per affrontare una esperienza ma è solo quest'ultima insieme al tempo a rendere un fumatore libero da ogni difficoltà.
Le regole del gioco possono essere scritte ma solo nell'esperienza diventano vive.

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23
Maggio
2005

Accensione scritto da Emilia Orefice

Teoria generale. Un esperto fumatore di pipa sa che una buona fumata dipende anche da come si accende la pipa una volta caricata. La fase dell'accensione comporta una serie di accorgimenti da adottare affinchè l'intera superficie del tabacco sia coperta dalla fiamma in maniera da consentire una combustione omogenea che permetta un più facile scambio con la l'ossigeno dell'aria e con le pareti esterne del fornello per agevolare una maggiore dispersione di calore. Una combustione parziale causerebbe un contatto con la parte non combusta che comprometterebbe il tutto con formazione di umidità durante la fumata proprio perché il calore non si distribuisce perfettamente. E' essenziale quindi che tutta la superficie del tabacco sia avvolta dalla brace per favorire una completa riduzione dello strato di tabacco interessato a cenere. Ciò determina il successo di una fumata in quanto tutte le sostanze che caratterizzano l'aroma e il gusto di un tabacco entrano in gioco e non rimangono inespresse come succede invece quando il tabacco non brucia o brucia male. Una combustione pessima infatti è sempre l'origine di vari inconvenienti che pregiudicano l'intero piacere nel fumare la pipa. Questo spiega come mai l'accensione richieda una certa concentrazione e debba essere fatta senza fretta.
Tecnica. Una volta caricata la pipa è la fiamma viene avvicinata alla superficie del tabacco che deve essere il più piatta possibile senza alcuna escrescenza di sorta; il movimento della fiamma deve essere circolare proprio per garantire la distribuzione omogenea della brace; la pipa va tenuta ferma in bocca in quanto ciò che si deve muovere è solo la fiamma. è importante precisare che l'accensione deve essere accompagnata da poderose e potenti aspirate al fine di dirigere la fiamma verso il tabacco e alimentare la brace. Dopo la prima accensione si prevede un sollevamento del primo strato di tabacco dal resto della stratificazione che si è seguita per caricare la pipa; a questo sollevamento potrebbe seguire (ma non è detto) un primo spegnimento. Indi si interviene con il curapipe o pigino per premere e parificare lo strato di tabacco sollevato è dopo di ciò si procede alla riaccensione seguendo sempre la regola della uniformità della fiamma. Nella pratica non si escludono degli inconvenienti è ma se la brace è ben alimentata e se la pipa è stata caricata bene senza premere eccessivamente il tabacco è in teoria la fumata dovrebbe procedere facendo attenzione è però è che le aspirate siano cadenzate e corte per evitare,oltre a un sapore spiacevole è di scottare la lingua e di rovinare la pipa con il surriscaldamento.
Inconvenienti. I motivi per cui una fumata non procede come dovrebbe sono tantissimi e in questa sede sarebbe dispersivo entrare nei dettagli. Ne elenchiamo solo alcuni tra i principali.

  • Il tabacco è stato premuto male per cui l'ossigeno non si distribuisce bene e la pipa si spegne. A tale inconveniente si ovvia bucando il tabacco con lo spillone del curapipe. E' un metodo che serve soprattutto a salvare la fumata ma non garantisce la bontà della medesima.

  • Il tabacco è troppo umido per cui la pipa riscalda troppo e si spegne spesso. Questo problema non si risolve se non cambiando tabacco.

  • Durante la fumata si forma umidità nel cannello. Si interviene con uno scovolino che asciuga il cannello e il bocchino.

  • Il tabacco è troppo secco per cui brucia in fretta e lo strato si solleva facilmente non consentendo un contatto con la stratificazione. Quindi il tabacco deve avere una giusta umidità.
    Strumenti. Per accendere la pipa si possono usare diversi strumenti dal fiammifero all'accendino a gas (in commercio ce ne sono di specifici con fiamma orizzontale). Si sconsigliano i cerini e gli accendini a benzina poichè tendono a contaminare il gusto del tabacco. Con l'accendino a gas è anche qualora fosse fatto apposta per la pipa è se ha una fiamma troppo invasiva è si rischia di bruciare il bordo del fornello; il fiammifero permette di governare meglio la fiamma e di dirigerla su tutta la superficie del tabacco. è altresè chiaro che l'accendino è più pratico soprattutto se ci si trova all'aperto.
    Tecnica alternativa. Questa che abbiamo descritto è la tecnica classica dell'accensione che si basa sull'uso della fiamma indiretta data dagli accendini e dai fiammiferi. Questa fiamma è in quanto tale è non è abbastanza potente da far bruciare il tabacco senza alcun aiuto e quindi prevede che all'inizio dell'accensione il fumatore aspiri in maniera vigorosa al fine di convergere la fiamma stessa verso la superficie del tabacco alimentando cosè la brace. Secondo alcuni,però è l'intervento di questo procedimento sarebbe il principale responsabile del tanto temuto surriscaldamento della pipa. Per ovviare a ciò si suggerisce l'uso di un accendino antivento con fiamma diretta. Quest'ultimo produce una fiamma talmente potente e invasiva da far bruciare direttamente il tabacco senza l'ausilio di queste vigorose aspirate. In questo modo è si eviterebbe appunto di surriscaldare il fornello ottenendo già da subito una pipa fresca. L'unico rischio è quello di rovinare il bordo del fornello a causa della potenza della fiamma; è opportuno è perciò è utilizzare questo accendino con molta attenzione: si accosta la fiamma al tabacco un numero di volte della durata di un secondo ciascuna è seguite da intervalli di 5 secondi. E questo fino a che il tabacco non è completamente bruciato.

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03
Giugno
2005

Gradazioni Qualitative Delle Pipe (1) scritto da Emilia Orefice

Per questa sintesi sulle gradazioni qualitative utilizzate dai principali marchi per classificare la qualità e la bellezza delle pipe è ringraziamo il socio Indiano e tutti coloro che hanno partecipato alla discussione Gradazione qualitativa dei marchi: Bigeye è Biz è Birdeye è Ilcapitano è Pit è Sasha è Maypo è Lavoisier è Ubik71 è MMped è Koos è Goran è Davidoff è Thebloozboy è Pipaolo è Gerti è Parklane è Berna è Woof è Febus è Jackpino è Reds è Pdrive è Mikele è Alfa è Petrov è Jack_folla è Mishra è Miciogattillo è Zoeromeo è Pigino è Hoggett è slownitesmoker è Rosewall.

AMORELLI
Rusticate: roccella Lisce: Amorelli è Amorelli* è ** è *** è **** è ***** a seconda della bellezza della radica. Sabbiate: serie "Ghibli" Stessa classificazione per le serie speciali: Griffe è Frac è Nail è Busbee è Busbee curva. E' possibile anche trovare pipe lisce senza stelletta (NO STAR) che indicano una pipa evidentemente senza fiamma è ma comunque buona

L'ANATRA DALLE UOVA D'ORO
Tre gradazioni di qualità in senso crescente è ovvero più sono le uova d'anatra è più la qualità della radica è pregiata. UN UOVO DUE UOVA TRE UOVA FIAMMATA 1 UOVO FIAMMATA 2 UOVA Serie "Nirvana" (che possono anche essere fiammata) Serie "Ventura" la serie liscia più economiche (per capirci è senza la testina tredimensionale che sbuca dal cannello)

ASHTON FINISSAGGI/GRADAZIONI
Pebble Grain - Sabbiate Scure Brindle - Sabbiate marroni Old Church - Sabbiate chiare PebbleShell - Rusticate o sabbiate Claret - Liscie con colorazione scura e vera d'argento Sovereign - Liscie naturali DIMENSIONI : X - Piccola (esempio: Dunhill Gr. 3 o 4) XX - Media (esempio:Dunhill Gr. 4 o 5) XXX - Grande (esempio: Dunhill Gr. 5 o 6) LX - Extra Large ELX è Gigante Magnum - Pipa di notevoli dimensioni. Ne viene prodotta generalmente una all'anno Altri possibili indicazioni: SG - Indica per le Sovereign una fiammatura particolarmente rilevante.

PIPE BALDO BALDI
Grado "1" Grado "2" Grado "3" Questo tipo di gradazione numerica è usato per pipe lisce è in varie colorazioni è con un buon disegno della radica. Le pipe di questo gruppo hanno solitamente una forma "classica" Grado "B" Grado "BB" Grado "BBB" La maggior parte delle pipe prodotte da Baldo Baldi appartengono a questo gruppo. Sono rigorosamente fiammate e hanno forme particolari ed elaborate Grado "1 crown" Grado "2 crowns" Grade "3 crowns" Pochi pezzi tra quelli prodotti sonomarchiati con il simbolo di una corona. Sono caratterizzati da una splendida fiammatura e da una forma molto elaborata è che fa di questi pezzi delle creazioni assolutamente uniche. "Dedicated Pipes" è (Pipe Dedicate) In questa classificazione entrano tutte quelle pipe la cui forma si ispira a movimenti artistici o a creazioni di architetti e artisti in generale è come Gaudà è Dal'è Balla è stile barocco è Cubismo. Esistono poi pipe classificate come "Pezzi unici"

BANG
Con la classificazione numerica si arriva fino a 9. Sono incluse nella categoria grane di radica molto belle e sostanzialmente perfette ma senza fiammatura o con fiammatura larga o irregolare. Dal grado 9 si passa al livello superiore indicato con lettere alfabetiche fino alla D: il grado A ha una qualità estetica di radica molto buona e comunque superiore alla grado 9 l grado D,o C ha radica bellissima e spesso talmente bella da meritare la numerazione Serie Numerate con cifre che portano a pensare che si tratti di una numerazione progressiva Inoltre è nelle BANG stanno incise sul fondo del cannello altre sigle che indicano chi dei due soci ha realizzato il pezzo,ciò vale anche per la vera eventualmente esistente.

RAINER BARBI
Un uomo è un mito è un pazzo nel grading delle sue pipe 1) Gradazione del valore (che tiene conto della qualità della radica e del tempo di realizzazione impiegato) è dalla meno pregiata a salire: CC è CB è CA è BC è BB è BA è AC è AB è AA è C è B è A è A0 è A1 è A2 è A3 è A4 e così via 2) Datazione della pipa: 1972-1975: scritta "BARBI" sul cannello e due punti bianchi a lato del bocchino 1975-1981: scritta "styled by barbi" sul cannello e "RBarbi" dorata sul bocchino 1981-1987: scritta "r.barbi handarbeit" in ovale sul cannello e "RB" sul bocchino 1987-1992: qui è facile individuare l'anno esatto è le pipe sono marchiate con un numero di 2 o tre cifre è che va diviso in due: la prima parte indica il mese (da 1= gennaio a 12=dicembre) è l'ultima cifra indica l'anno con 8=1988 è 9=1989 è 0=1990 è 1=1991 è 2=1992 1992-1997: fase mistica è in cui le pipe vengono marchiate con 4 lettere è due relative al mese e due riferite all'anno. Mistica perchè non se lo ricorda manco lui il significato. Dal 1997 ad oggi: si ritorna all'ordine è anche se un po' contorto: due lettere è la prima indica il mese è con ordine alfabetico inverso dove Z=gennaio è Y=febbraio è X= marzo è e così via fino a M=dicembre la seconda lettera indica l'anno è con A=1997 è B=1998 e così via. Quindi se a Cagli Rainer Barbi si cimenta nella realizzazione di una pipa è la marchier� WI (W=aprile è I=2005) Pipe splendide è ma di prezzo impegnativo è mai sotto è 400

BARLING
Nella classificazione di questa eccezionale pipa inglese si è soliti dividere in tre periodi: 1) PRE-TRANSITION: dal 1812 al 1962. Il periodo d'oro della marca è quello delle pipe eccezionali fatte con placche di radica secolari. La marchiatura prevede la scritta BARLING'S MAKE in maiuscolo e ad arco. LA forma della pipa si identifica con un codice a 3 cifre per quelle vendute in USA e a 4 per quelle in Europa. I gruppi dimensionali : S (small) L (medium) EL (large) EXEL (extra large) EXEXEL (giant). Possibili altre scritte: T.V.F. (the very finest). Finissaggi (in ordine crescente): Fossil (sabbiata) - Guinea grain - Ye Old Wood - Special - Specimen Straight Grain - Bird's eye. Esistono anche le Quaint è pipe scolpite completamente a mano in pochissimi esemplari 2) TRANSITION: mantengono la marchiatura in maiuscolo ma passano al codice della forma a 4 cifre per tutti i mercati. Sono generalmente buone pipe perchè è bench� la manifattura sia cambiata è almeno fino al 1964 erano fatte con le scorte di radica centenaria della famiglia Barling 3) POST-TRANSITION: la marchiatura passa alla scritta "Barling" in corsivo. Pipe dichiaratamente industriali è niente a che vedere con le precedenti.

BECKER Sono contrassegnate dai semi delle carte da gioco: con 2 fiori per le sabbiate fino alle 4 fiori con un bel ring grain. con 2 quadri in su per le liscie. con 2 cuori in poi per legni con fiammature e occhi di pernice notevoli.

BREBBIA Ordinate per prezzo: SABBIATA ROCCIATA AMARANTO AMBRA PURA * FIAMMATA NATURALE ** FIAMMATA NATURALE *** FIAMMATA NATURALE

CAMINETTO
La CAMINETTO "originale" fu fondata nel 1968 da Gianni Davoli è Peppino Ascorti è e Luigi Radice. Nel 1980 i tre soci decisero di dividersi è ed ognuno continu� con il suo proprio marchio (Ascorti è e Radice) (Davoli andà in pensione) Nel 1986 Roberto Ascorti (il figlio di Peppino) riacquistà i diritti sul marchio e riprese la produzione è utilizzando lo stabilimento di Cucciago dove venivano prodotte le Ascorti. Simbolo della caminetto sono un bel paio di baffi sul bocchino: se avete per le mani una pipa con i BAFFI d'ORO significa che è stata prodotta dal 1968 al 1980. se avete per le mani una pipa con i BAFFI BIANCHI significa che è stata prodotta dal 1986 in avanti Queste sono le diciture in addizione a Caminetto che si possono leggere stampigliate sul cannello: 1) ASCORTI RADICE CUCCIAGO CANTU* - ITALY (prima fase) 2) MADE IN ITALY CUCCIAGO (CANTU*) (fase intermedia) 3) HAND MADE IN ITALY CUCCIAGO (Co) (ultimo periodo) Le indicazioni riguardo le caminetto sono tipicamente disposte a croce: nel quadrante in alto a sinistra abbiamo la "shape" in alto a destra il finissaggio il basso a sinistra la serie dimensionale in basso a destra l'anno di produzione. Per il finissaggio abbiamo: grana fiammata è naturale liscia è naturale liscia è noce chiaro liscia è noce rosse extra sabbiata noce chiaro sabbiata (naturale è rossa o nera) 8 ) rusticata (naturale è rossa o nera) può inoltre esserci una combinazione di questi numeri per finissaggi misti. Per la serie dimensionale abbiamo: 1-Regolare (fornello 19mm) 2-Large (fornello 22mm) 3-Peppino (fornello 20-22mm) 4-Uniche (dimensioni varie). Per quanto riguarda l'anno: la nomenclatura comincia dal 1986 (inizio era di roberto ascorti in caminetto) abbiamo la sigla 01 per il 1987 abbiamo la sigla 02 e così via...

CHARATAN
Catalogazione di Hacker è che è un po' la "bibbia ambulante" per quanto riguarda il mondo delle pipe. Vedi: http://pipepages.com/charatanpage2.htm
(numero basso = qualità migliore)
18) Relief Grain
17) Perfection
16) Belvedere
15) Special
14) FH Relief
13) After Hours
12) Distinction
11) Distinction XLG
10) Executive
9) Executive XLG
8) Selected
7) Selected ELG
6) Supreme
5) Coronation
4) Achievement
3) Royal Achievement
2) Crown Achievement
1) Summa ***** Laude (fatta solo con un ciocco assolutamente perfetto e di grandi dimensioni. A quanto si sa è ad oggi è ne esistono solamente 3 esemplari al mondo!!!) Sul cannello si dovrebbe trovare il nome di una delle serie indicate. Per cui se c'è scritto BELVEDERE piuttosto che DISTINCTION è bene sapere che una vale molto più dell'altra (la Distinction è nel caso è visto che in classifica è la numero 12 mentre la Belvedere è solo la numero 16). Gli unici numeri che si trovano sul cannello sono invece quelli indicanti la "shape" ed il "gruppo" cioè la dimensione del fornello A) Nelle serie più prestigiose (dalla Supreme in su) dovreste trovare (sui vecchi modelli anni 60/70) una S seguita da un numero. Questo indicava il prezzo di vendita suggerito è per cui una S100 è nei primi anni sessanta doveva essere venduta a 100 Fate conto che una Dunhill Root Briar Gruppo 4 da listino del '62 è veniva venduta a circa 35$. Questa punzonatura è proseguita fino ai primissimi anni 80 raggiungendo il livello S600. B) Le Charatan "buonissime" sono principalmente quelle prodotte fino al 1962 (anno di vendita della fabbrica alla Dunhill) è sono comunque "buone" anche quelle dal 1963 al 1982 è dopodich� lo stabilimento originale è stato chiuso e la produzione è passata alla fabbrica Parker/Hardcastle è per poi passare in Francia C) Datare una Charatan è quasi impossibile è al contrario delle Dunhill per le quali è relativamente facile è qualche suggerimento: Se ha una L all'interno di un cerchio è stata fatta per il mercato americano (l'importatore era "Lane Limited") e significa che è una pipa fatta dal 1948 al 1988 Dopo il 1958 è stata introdotta la punzonatura FH (Free Hand) per tutte le pipe che non rispettavano le forme del Shape Char Dal 1951 la scritta diventa "Made by Hand In City of London" Dal 1959 viene introdotto il famo bocchino a doppia sella "Double Comfort" e troverete per cui la punzonatura DC sul cannello Dal 1962/63 viene aggiunto davanti al numero indicante la "Shape" un altro numero indicante la "grandezza" (come per Dunhill) per cui tutte le pipe con 4 numeri sono posteriori a questa data è qualcuna aveva pero un nuomero di shape di sole due cifre anzich� tre è per cui è diventatato di tre anzich� quattro Dal 1951 al 1958 le pipe riportavano solo FH (free hand) Dal 58 al 65 "MADE BY HAND" Dal 1960 le pipe utilizzano il The Double Comfort è la sigla denota il caratteristico bocchino con la doppia sella. Lo prova l'estratto di un catalogo Charatan dell'era Lane (ca. 1964 è quindi ben prima dell'acquisizione da parte di Dunhill) in cui la sigla "DC" compare sempre in corrispondenza del bocchino "Double Comfort". Ecco l'estratto del catalogo

Gli unici numeri che si possonoi trovare sul cannello sono invece quelli indicanti la "shape" ed il "gruppo" cioè la dimensione del fornello A roposito di AfterHours è la leggenda dice che questa serie è stata reata per utilizzare quei ciocchi di radica che fornivano splendidi fornelli è ma non avevano abbastanza materia per i cannelli e/o presentavano gravi difetti in zona cannello. per cui il cannello (di vari materiali è tra cui anche una limitatissima serie in corno) si innestavano direttamente nel fornello. Forse è dall'unicità di questo sistema che nasce la diatriba sul loro valore intrinseco/estetico La classificazione in realtà è controversa. c'è è per esempio è Tad Gage che sul numero dell'inverno 2003 di "Pipes" fornisce è a differenza di Hacker è la seguente scala :

27 è Rarity
26 - Belvedere (Gruppo 1)
25 - Relief Grain (Gruppo 1) 24 -
Relief Grain (Gruppo 2)
23 - Belvedere (Gruppo 3)
22 - Special (Gruppo 1)
21 - Belvedere (Gruppo 4)
20 - Special (Gruppo 2)
19 è Perfection
18 - Special (Gruppo 3)
17 - Special (Gruppo 4)
16 - Freehand Relief
15 - Special (Extra Large)
14 - After Hours Relief
13 - Freehand Relief (Extra Large)
12 - Distinction (Extra Large)
11 - After Hours Walnut
10 -Distinction Deluxe
9 - After Hours Superba
8 è Executive
7 - Executive (Extra Large)
6 è Selected
5 - Selected (Extra Large)
4 è Supreme
3 - Coronation Achievement
2 - Royal Achievement
1 - Crown Achievement 0 - Summa *****
Laude L'autore precisa che si tratta di una scala basata sul prezzo di vendita estrapolato dai cataloghi Charatan dei tardi anni '70. Questo significa che non necessariamente una pipa più costosa sia anche migliore o più ricercata dai collezionisti. A conferma di questa tesi Tad Gage sostiene è per esempio è che i collezionisti Charatan preferiscono una bella Special piuttosto che una After Hours Relief è nonostante quest'ultima costi di più.

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03
Giugno
2005

Gradazioni Qualitative Delle Pipe (2) scritto da Emilia Orefice

COMOY'S OF LONDON

In ordine decrescente di prezzo (fonte : catalogo Comoy's 1971)

01 è Specimen : fiammate perfette è rarissime è le ultime le hanno fatte nel 1980
02 - Blue Riband: pipe di eccellente grana ma con disegno non uniforme o compatto come le Specimen. Tanto per intendersi ogni 100 Blue Riband venivano fuori 2 Specimen.e ogni 100 abbozzi venivano fuori in media 4 Blue Riband. Potevano essere straight grain o bird's eye
03 - London Pride: ottima grana è l'ultima serie in ordine gerarchico fatta del tutto manualmente
04 - Deluxe Walnut (Silver mounted)
05 - Deluxe Sandblast
06 è Tradition: introdotta nel 1925 per il centenario della Comoy. Fino alla II Guerra erano fatte con radica della stessa qualità delle precedenti. Finissaggio marrone noce.
07 - Golden Grain
08 - Grand Slam: le pipe col filtro (o meglio è sistema) di casa Comoy è nonch� le uniche col numero di brevetto (Patent Nr.2001612)
09 - Pebble Grain
10 è Sandblast
11 - Marble Arch
12 - Old Bruyere: praticamente uguale alla Tradition è cambia il finissaggio è qui color prugna.
13 - Academy Award Virgin
14 - Academy Award Walnut

SERIE A PARTE

A) Extraordinaire: dimensioni fuori dall'ordinario per altezza del fornello o lunghezza del cannello. Forme classiche o quasi classiche. In produzione fino alla II Guerra è poi una nuova serie nel 1978
B) Le Mans: pipe scolpite negli anni '70 da Horry Jameson è autore anche delle GBD


Sempre riferendosi alla catalogazione "'Hacker" si può dire:

SPECIMEN STRAIGHT GRAIN (l'ultima è stata prodotta nel 1980!)
SELECTED STRAIGHT GRAIN
BLUE RIBAND
(meno di 20 all'anno prodotte!)
LONDON PRIDE
TRADITION
poi cita le altre in ordine sparso è dando enfasi alle OLD BRUYERE

Da citare anche le MONOGRAM è che è al contrario è erano delle pipe in miniatura

Tra le migliori citerei anche le serie limitate COLLECTOR DE LUXE e THE EXPLORER.


DON CARLOS

Il sistema di gradazione è basato sulla divisione in GRUPPI. Ciascun gruppo è a sua volta gradato con NOTE.
I gruppi sono i seguenti:

1)Rusticate
2)Lisce
3)Fiammate
4)Ars et labor

All'interno di ciascun gruppo c'è la seguente gradazione con note:

1)Rusticate
1 NOTA = Rusticate color nero
2 NOTE = Rusticate color legno (ocra). In genere la rusticatura è più fina
3 NOTE = Semirusticate: parti lisce e parti rusticate

2)Lisce
1,2,3 NOTE a seconda della qualità della fiamma

3)Fiammate
1,2,3 NOTE a seconda della qualità della fiamma + dicitura "Fiammata" impressa sul cannello
Le fiammate a 3 note hanno anche la scritta "Corale"

4)Ars et labor
Sono pezzi particolari è scelti per la bellezza della fiamma o l'occhio di pernice. Sul cannello è impressa la dicitura "Ars et labor".

DUNHILL

CRONOLOGIA:

1910 Bruyere
1917 Shell
1931 Root Briar
1952 Tanshell
1972-1987 Redbark (fuori produzione)
1973 Dress
1979 Cumberland
1983 Chestnut
1986 County
1986 Ring Grain (dal 1995 rinominate Shilling)
1988 Russet
1995 Amber Root


SERIE SPECIALI:

H.W: hand worked è prodotte fino al 1930. La marchiatura HW (Hand Worked) e stata sostituita dagli anni 40 in poi con HT (Hand Turned)
D.R.: dead root è indica le Dunhill straight grain. Fino al 1929 serie Bruyere è dopo il 1929 Root Briar. Graduate secondo la bellezza della radica inizialmente con le lettere da A a J (1950-1979) poi con le stelle.
COLLECTOR: fatte completamente (anche la tornitura del fornello) a mano. Dal 1978.
OD-ODA-MAGNUM: OD=own design è pipe fatte su ordinazione e disegno del cliente (pre WW2). Graduate con lettere da A a J a seconda della grandezza.
ODA (dal 1950) pipe di forma classica ma dimensioni fuori norma è numerate da 806 a 857
MAGNUMS: prodotte dal 1922 al 1939 solo in finissaggio Shell e in forma billiard è bent è pot e chimney.
AMBER FLAME: pipe fiammate ma con grana di livello inferiore alle DR.Dal 1999
NAMIKI: Dal 1930. Finissaggio laccato con disegni artistici. La grana della radica si vede in trasparenza.
NOT FOR SALE. Pipe "specialissime" fatte appositamente per qualche evento speciale (convention Dunhill è premio per qualche venditore di successo è etc)


LISTINO A SECONDA DEI FINISSAGGI

1 fascia: finissaggi standard sabbiati (shell è cumberland)
2 fascia: finissaggi lisci standard ( bruyere è dress è chestnut è russet)
3 fascia: tanshell è ring grain/shilling
4 fascia: amber root
5 fascia: root briar
6 fascia: collector
7 fascia: amber flame
8 fascia: DR

I prezzi aumentano a seconda del gruppo (1-6) che determina le dimensioni.
Aumentano altresì per la presenza di vere in metallo prezioso o montaggio army o spigot


SERIE DR

le prime Dead Root venivano marchiate semplicemente DR . in seguito vennero aggiunte lettere aggiuntive dalla A fino alla J è per cui la più "preziosa" era la DRJ
Dal 1979 al posto delle lettere vennero introdotte le stelle è con un comparazione con il vecchio metodo così riassumibile:
DR* = DRA
DR** = DRB
DR****** = DRF
comunque è qualora (quelle 1 o 2 volte all'anno) venisse reperito un ciocco di qualità superiore alle 6 stelle si continua con le lettere. Per cui ancora oggi è possibile trovare una Dunhill nuova marchiata DRG
Dal 1984 non si ha notizia di nessuna pipa marchiata oltre DRH....


Piccola appendice al post sulle Dunhill per decifrare il numero a quattro cifre che le identifica

Size Grouping

1)Small
2)Smallish
3)Medium-Small
4)Medium-Lar
5)Largish
6)Large

Mouthpiece style

1)Standard tapered
2)Saddle
3)Long mouthpiece
4)Quarter bent
5)Quarter bent saddle
6)Army mount
7)Churchwarden

Shape

01) Apple
02 ) Bent
03) Billiard
04) Bulldogg
05) Dublin
06) Pot
07) Prince
08) Bent Rhodesian
09) Canadian
10 Liverpool
11) Lovat
12) Chimney
13) Bent Apple
14) Dublin
15) Bent Pot
17) Straight Rhodesian
21) Zulu
24) Square Panel
26) Hungarian
28) Diplomat
33) Bent Brandy
34)Brandy
35) Horn

FIAMMA DI RE

Marca poco nota al grosso pubblico è generatasi da una costola della Mastro de Paja e creata da Giannino Spadoni.
Di durata piuttosto effimera è ha prodotto pipe di assoluto pregio fino alla fine degli anni 80.

Utilizza come elemento sistematico la Corona è con numerazione progressive da 1 a 10 è partendo nei gradi bassi delle rusticate e le sabbiate fino alle lisce con splendida fiamma (gradi 9-10).

La casa marchigiana produsse anche una linea così per dire "economica" la serie Contessa. Lisce e verniciate marroni è dalla forma accattivante ma con piccole stuccature.

KENT RASMUSSEN

1 star
2 star
3 star
Butterfly
Tom eltang
Moon
Saturn (fino a qui in genere sabbiate)
Star
Sun
Snail

JAMES UPSHALL

Con valore crescente:

JAMES UPSHALL
GRADE
TILSHEAD
S
BARK
A
P
B
G
X
E
ACCLAIM
TRADITION
OLD ENGLAND
EXECUTIVE

LE NUVOLE è DI MAURIZIO TOMBARI

"Le pipe vengono numerate in gruppi da 1 a 8 (il numero è leggibile sopra la nuvola da lui impressa nella parte inferiore del cannello di ogni pipa).

nè 1 appartengono pipe rusticate
nè 2 studiata con particolare decore in cui è i lievi difetti della radica si annullano in un gioco di parti lisce e rusticate che esalta la parte sana e fiammata del legno.
nè 3 le pipe sono tutte a finitura liscia e la classificazione avviene in base al pregio della venatura del legno.
nè 4 ha una radica già molto bella è quasi fiammata,
nè 5 è una pipa fiammata è
nè 6 e nè 7 hanno una fiammatura ancora più "stretta",
nè 8 con fiammatura che diventa eccezionale (capelli dàangelo)

A queste va poi aggiunta la serie Zed:
se le Nuvole sono abitualmente frutto di una ricerca di equilibrio è la serie Zed aderisce al piano della fantasia che è sottratto ai canoni razionali è permette forme più giocose ed esasperate."

PIPE LEWIS

A) LISCE:

Crown: Grana perfette: rarissime
Majestic: Grana superba
Supreme: Grana eccellente
Original: Grana bellissima parzialmente sabbiata
Artist: Lisce con porzioni di rusticatura
Natural: Lisce con piccole imperfezioni

B) RUSTICATE:

Armadillo: Parti anche non rusticate
Woodsman: Totalmente rusticate.

MASTRO DE PAJA

Tutte le Mastro de Paja presentano un codice completo che permette di identificare FACILMENTE e con precisione il loro valore.

1)Esse per l'appunto presentano il codice del "GRUPPO di appartenenza" (0B è 1B è 2D è 3A...: determinato dal finissaggio); un numero crescente di SOLI rispetto al loro crescente valore (presenti vicino al GRUPPO).

2)Qualora poi le pipe fossero impreziosite da vere di argento è oro è da pietre preziose o inserti in legni pregiati è al codice di cui sopra viene aggiunta una lettera (P è N è L,S,G) che specifica la materia e il tipo dell'ornamento.


PETERSON

Classificare le Peterson è missione quasi impossibile è data l'enorme varietà di serie e modelli che sono stati prodotti dal 1890�
Brevemente possiamo dividere la produzione in 3 fasce di costo ( e di valore)

Fascia Medio Bassa (sotto i 100 Euro)
Ove troviamo molte serie (+o- in ordine di valore) in diverse finiture come:
Shannon
Aran
Barrell
Irish Made Army
Donegal
Killarney
Emerald Rustic
Silver Mounted Army
Kildare
Irish Whiskey
Kenmare
Aqua
Cara

Fascia Media (tra i 100 ed i 200 Euro)
Ove troviamo altrettante serie (+o- in ordine di valore) in diverse finiture come:
Kinsale
Flame Grains
Racing Green
Classic Slimline
Harp
Rosslare
Tankard
Standard System

Fascia Medio Alta (sopra i 200 Euro)
Ove troviamo le serie più prestigiose e soprattutto le serie limitate è che da ormai un po' di anni è sono il fiore all'occhiello di Peterson:
Spigots
Great Explorer (4 pipe dedicate ai più grandi esploratori)
Sherlock Holmes (6 pipe nella prima serie ed alter 6 nella serie "return")
Mark Twain (in due versioni)
House Pipe
Silver Cap
Celtic
Free Hands
Pipe Of The Year (ogni anno diversa è in vendita solamente durante quell'anno)
Supreme Gold Mounted

In generale le Peterson si dividono in:
CLASSIC che hanno l'innesto classico tra bocchino e cannello

SYSTEM hanno l'innesto Flock è il famoso serbatoio di accumulo per il "sugo di pipa" e (normalmente) il bocchino P-Lips è brevetto Peterson (quello con il buco palatale)

Le serie più belle potrebbero (ma non sempre accade) avere le seguenti nomenclature che indicano il grado di perfezione della radica

1) DELUXE
2) PREMIER
3) STANDARD
4) SYSTEM


La catalogazione ufficiale riporta i seguenti modelli:

1)STERLING SILVER: di forme varie e finissaggio rosso scuro è vera argento è con bocchino palatale o a coda di pesce è capaci di montare il filtro 9mm.

2) SYSTEM - STANDARD QUALITY SMOOTH: quelle più "popolari" è vera in nichel e bocchino "army style". Quindici modelli (tutte curve) disponibili sia lisce che rusticate.

3) SYSTEM - DELUXE QUALITY: come la standard è ma la qualità della radica è migliore e la vera è argento.

4) ASSORTED RANGED: categoria generica suddivisa in:
Flame grains
Racing green
Irish whiskey
Tyrone
K briar
Donegal
Dublin filter
Aran

6) GENUINE BLOCK MEERSCHAUM: che a loro volta si suddividono in:
Golden princess (liscia con o senza vera nichel)
Tawny de luxe (rusticata con o senza vera nichel)
Red/black premier (rusticate con o senza vera nichel).

7) SHERLOCK HOLMES: un set di sette pipe dall'ampio fornello disponibili sia lisce che rusticate o sabbiate (alcune) è con vera argento.
RETURN OF SHERLOCK HOLMES: un'estensione della serie precedente.

8)SILVER CAP: dotate di bordo del fornello metallico con coperchietto

9) SPIGOTS: in sei diversi finissaggi è ovviamente dotate di spigot.

RADICE

Rind - Rusticate
Silk - Sabbiate
Underwood è Scolpite
Rubino o Nut - Liscie di colore rosso o noce
[B]Dark - Liscie di colore marrone scuro
Clear - Liscie con finissaggio color naturale
Clear F è Clear OP - Liscie in versione fiammata o occhio di Pernice
Collect - Pipe uniche di varie forme e finissaggio


LOGO SUL BOCCHINO :

Due punti in verticale è normale
Due punti in orizzontale - twin bore è ovvero bocchino a doppio foro
Un punto su entrambe i lati del bocchino - oli-cured è famosa procedura Dunhill di bollitura nell'olio della radica
Due punti in orizzontale disposti sul lato del bocchino - pipa dotata filtro
ALTRI SIMBOLI

G o GG : Stanno rispettivamente per pipe Extra Large e Magnum
O: Indica presenza di inserto in legno.

PIPE RINALDO

Nel 1987 dopo anni di lavoro in Mastro de Paja i fratelli Elio e Guido Rinaldo fondano l'omonima ditta.
Attualmente si producono tre finissaggi:

Lithos (rusticata)
Sahara (sabbiata)
Triade (liscia)

e numerose serie aggiuntive tra cui:

Jazz
Old friend
Mediterranea
Tabak
Collect Egea
Collect occhio di pernice
Collect fiammata odissea
Collect fiammata accademia
Collect fiammata acorn.

Tre linee di produzione prevedono:

Briar line (solo radica)
Silver line (ornamenti in argento)
Gold line (ornamenti in oro. Il bocchino è in metacrilato.

Per le pipe di grandi dimensioni esiste la serie Standard è Titania e Megas

Il grading prevede una sistematica ad Y crescenti oltre particolari diciture. In particolare abbiamo 5 livelli:
Y è YY è YYY è YYYY e Fiammata.

SASIENI

Le Sasieni sono storiche pipe Inglesi di ottima fattura è paragonabili alle Dunhill è alle Comoy od alle Caharatan è per qualità e tradizione.

Il fondatore della fabbrica fu JOEL SASIENI nel 1919 dopo aver lavorato prima da Charatan e poi è come primo responsabile della fabbrica è alla Dunhill è quando Mr. Alfred Dunhill decise di iniziare a produrre in proprio le pipe.

Vista l'esperienza fatta (e che esperienza) Joel decise di adottare per le sue pipe (solo le migliori) un punto BLU (one-dot) del tutto simile a quello di Dunhill ma è appunto è di diverso colore.

Il punto di forza delle SASIENI è sempre stata la "fumata asciutta" dovuta ad una extra-stagionatura (ris etto ai concorrenti) ed ad una modifica migliorativa della tecnica ad olio utilizzata da Dunhill.

Riguardo al simbolo è di cui sopra è è bene sapere che è per il solo mercato americano è i punti blu divennero 4 (four-dots) posizionati a rombo è per differenziarsi da Dunhill è e nel periodo dal 1933 al 1946 divennero addirittura 8 (eight-dots) 4 per ogni lato del bocchino.
Questa marchiatura (ricordo è solo per le pipe "migliori") continu� fino al 1979 è quando la fabbrica venne venduta è e come spesso accade è la qualità cominciò a scendere.
Inoltre dal 1960 venne introdotta anche una linea con solo 2 punti blu (two-dots) per la quale veniva utilizzata radica di qualità lievemente inferiore

C'è stata anche una serie limitata nel 1979 di 10 punti (tenth-dots) ma lasciamo perdere

Riguardo alle serie prodotte iin ordine di valore/prezzo (in alto le migliori e via a scendere):

STRAIGHT GRAIN FOUR-DOT
KING SIZE FOUR DOT
FOUR DOT NATURAL
FOUR DOT WALNUT
FOUR DOT STANDARD
FOUR DOT RUFF-ROOT
FOUR DOT RUSTIC
TWO DOT

Da qui in poi le pipe venivano marchiate :" by Sasieni" (ex. ROYAL STUART by Sasieni):

FANTAIL
ROYAL STUART
SALON
THE WINDSOR
MAYFAIR
OLD ENGLAND
LITEWATE

Inoltre è bene citare è tra quelle di maggior pregio è le FREE HAND fatte a mano è senza una forma "canonica"
e le DOVERCOURT che erano delle lunghissime canadesi.

Come detto prima tutte le serie qui citate come FOUR DOT potrebbero anche essere reperite come EIGHT DOT nel periodo �33-�46
Dal 1979 in poi le cose si complicano per via di serie limitate è 10-punti è etc. ma non vale la pena fare pazzie per quelle pipe è non più prodotte dalla "famiglia" Sasieni
A proposito di "famiglia" si possono trovare descritte le Sasieni del periodo 1919-1979 come è appunto è FAMILY ERA.
Sul cannello dovreste anche trovare è al posto dei più canonici numeri è per indicare la "shape" della pipa è il nome di qualche località geografica Inglese.

SAVINELLI

SAVINELLI AUTOGRAPH

Senza entrare nel merito delle oltre 40 linee di pipe prodotte ognuna in oltre 70 shape
La AUTOGRAPH è che dovrebbe rappresentare la miglior produzione della storica casa italiana fonsata nel 1876 è è così punzonata:

1) Ogni pipa ha un numero progressivo dal nè 4 al nè 8 dove il numero più alto rappresenta una miglior qualità estetica della radica.
2) Per pezzi di ancor maggior perfezione cambia la punzonatura con gli " ZERI":

0
00
000
000E
esiste un unico pezzo al mondo che ha la punzonatura 0000 (pensiamo dunque al valore che può avere!!)
La AUTOGRAPH (sabbiata è panel è liscia) è il top di gamma è pezzi unici selezionati e fatti a mano è con prezzi che partono da è 300 ma possono arrivare a è 1000 ed oltre.
La GIUBILEO (twin bit è sabbiata) è il top di gamma industriale è radica considerata perfetta ma non interamente fatte a mano.
PUNTO ORO: vera oro è fum� è mister g è sabbiata;

in ordine decrescente di prezzo:
spigot; dec�; virginia; laguna; accademia; silver; soir�e; tortuga; m�lange; blasone-bordeaux; opera; chiara; bruna; saturnia; alligator; champagne; porto cervo; moka; roma-oscar dry (anche lucite è con bocchino colorato); pisa-toscana

Inoltre:
125� anno: è una pipa normale è vera in argento è prodotta per la ricorrenza della fondazione della ditta è 1876.
Collection: esce ogni anno è pipa normale è con possibilità d'inserirla in apposti portapipe datati.
millenium: pipa normale prodotta nel 2000.
Achill's f1 è f2 (canadian) e f3 (pagoda):
questi modelli è prodotti in serie limitata e numerati è sono ispirati ai gusti è alle preferenze ed alle piccole manie di uno dei più celebri fumatori di tutti i tempi: Achille Savinelli.
Il suo finissaggio preferito era il corallo-capri per la leggerezza e lapiacevolezza della fumata. questa lavorazione è tuttora segreta. la Capri è una pipa che si rifa ad una lavorazione degli anni '60 è ancora di recente limitatamente prodotta. finissaggi chiara è scura e corallo è (più rara ma ancora disponibile la versione scura\\nera) si possono scegliere tra alcuni modelli della shape (costo da è 130 a è 280); attulmente disponibile in pochi pezzi è non si sa se ne verr� continuata la produzione.






Categories: Manuali

03
Giugno
2005

Gradazioni Qualitative Delle Pipe (3) scritto da Emilia Orefice

SER JACOPO

Sembra difficile per la presenza di tante serie:

R1 (Rustica)
R2 (Rustica è la differenza è il colore della radica)
S1 (Sabbiata)
S2 (Sabbiata)
S3 (Sabbiata è la s3 è la radica più chiara e pregiata)
L1 (Liscia)
L2 (Liscia)
L3 (Liscia)
N.B.: più alto è il numero maggiore è il pregio della radica e quindi il prezzo

Fuori da queste catalogazioni ci sono :

1)Modica (la serie + economica)
2)Delecta (accompagnata dalla gradazione della radica per es. Delecta S1)
3)Picta che poi a loro volta si dividono in Magritte è Van Gogh e ora anche Picasso
4)La Fuma ottima radica con qualche imprecisione esterna forme quasi classiche sempre liscie;
5)Luciano pipa ispirata/suggerita dal Luciano Pavarotti;
6)Gepetto potremmo considerarla la Calibano della Ser Jacopo,. un serie di varie forme e fissaggio
7)Domina una delle serie più prestigiose della ser jacopo
8)Jucunda
9)Melolotha
10)Nauta
11)Cymatium qua le differenze si perdono è sono forme o serie sempre con classificazione della radica vicino
12)Nobili quelle con pietre preziose nel bocchino e radiche fiammata (Smeraldo è Granato...) nn dimentichiamo che il nome completo sarebbe ser jacopo della gemma.

PIPE TOM SPANU:

Escludendo dall'analisi le pipe non/Erica (olivo è limone è ginepro è cork covered è ecc.) e restando al lavoro recente che nn considera quindi la collaborazione Spanu-Paronelli e il brand Clairmont. la gradazione è tipicamente a F crescenti. in particolare troviamo:

SF per le fiammate scure
F per le fiammate
2F per le fiammate a venatura fine
3F per le fiammate di qualità superiore

la sigla FS utilizzata in passato per le pipe speciali è stata sostituita man mano dalla serie Millennio recentemente è stata aggiunta la categoria RF per le parzialmente rusticate che stanno diventando porzione significativa della produzione del grande mastro dell'isola del vento.

TONNI NIELSEN

da 1 a 10 per le normali.
le piu' belle sono marcate VIKING.
balleby:
b,a,1,2 è per le sabbiate.
3,4,5,0,00 per le lisce.
le fiammate invece non hanno gradazioni.

POUL WINSOLW

Gruppo E: Generalmente sabbiate o rusticate (anche solo parzialmente)
Gruppo D: Fiammata standart con qualche possible piccola imperfezione
Gruppo C: Buona fiammtura con qualche possible piccola imperfezione
Gruppo B: Ottima fiammatura con qualche possible piccola imperfezione
Gruppo A: Ottima fiammatura
Private Collection: Fiammata perfetta
Unique: Fiammata perfetta. La pipa è spesso arricchita con vere in oro o argento


Categories: Manuali

30
Novembre
-0001

La Radica scritto da Aqualong

LE ERICACEEFamiglia cosmopolita di piante fiorifere a portamento prevalentemente arbustivo è ma anche erbe perenni è a forma di liana e è raramente è ad albero.
Hanno foglie semplici è alternate (raramente opposte) è coriacee è prive di stipole è con lamina ridotta. Possono essere decidue o sempreverdi.
Fiori tetrameri o pentameri è generalmente ermafroditi è più o meno penduli; hanno una corolla gamopetala attinomorfa urceolata o campanulata.
Gli stami sono 8-10 è le antere sono a volte provviste di appendici a forma di speroni. L'ovario è pluricarpellare sincarpico è supero o raramente infero come nei mirtilli).
Il frutto ha una forma a capsula o bacca è più raramente a drupa.
Il genere Erica (nome di origine oscura è usato da Plinio) è vastissimo è comprende circa 650 specie è si estende dall'Europa atlantica e mediterranea ai monti tropicali africani è fino all'Africa meridionale dove assume il massimo sviluppo.
La distribuzione delle eriche intorno al Mediterraneo è ritenuta una sorta di relitto della vegetazione montana subtropicale del Terziario medio che si è differenziata nelle specie più xerofile nella regione mediterranea e nelle specie più mesofile (piante che esigono una mediocre quantità di acqua è intermedie tra le xerofile e le igrofile) diffuse nella regione atlantica è mentre il diffondersi delle specie sudafricane è spiegato con una espansione più tardiva è legata al graduale spostarsi verso sud delle zone calde.

Le caratteristicheLe piante appartenenti a questo raggruppamento si presentano come fruttici (alberelli) di varie dimensioni è ad accrescimento alquanto lento è non di rado con foglie piccole (microfille) è persistenti è fiori di varia foggia singoli o riuniti è frutti a capsula o a bacca. Sono piante generalmente adatte a terreni fortemente acidi e dispongono di una particolare micorrizia (funghi sotterranei che vivono in simbiosi con le parti terminali delle radici delle piante) che permette loro di trarre nutrimento da substrati particolarmente difficili è sui quali solo i funghi sono in grado di compiere la funzione di rimettere in circolo le sostanze nutritive. In Italia sono spontaneamente presenti otto specie di erica; alcune tipiche di delimitate zone geografiche è altre presenti in ogni regione della penisola.

ERICA ARBOREA (volgarmente stipa maggiore)
I fiori della Radica ArboreaAlberello di altezza variabile da 1 a 6 metri è con rami eretti. La corteccia dei fusti è di colore rossastro è mentre i rami estremi giovani sono ricoperti da una lanugine bianchiccia. Questo è il carattere distintivo che permette di riconoscere l'erica arborea dalle altre eriche che si associano ad essa nella macchia mediterranea è in particolare dall'Erica scoparia. Le foglie sono aghiformi e con una linea bianca di sotto. I fiori sono penduli è raramente eretti è riuniti in racemi terminali più o meno fitti; hanno corolle di colore biancastro è con leggere sfumature rosee. La fioritura avviene da marzo a maggio. L'apparato radicale è costituito da poche diramazioni piuttosto grosse e disposte a raggiera.
Predilige i terreni silicei è quindi a reazione acida. è presente in tutto il territorio dell'Europa meridionale è nel Caucaso e si spinge nell'Africa equatoriale fino alle isole dell'Oceano Indiano.
In Italia manca nella Pianura Padana; sulle Prealpi è diffusa attorno al lago di Garda e dal lago di Corno risale fino a Colico e Chiavenna.
L'erica arborea è un tipico elemento della macchia mediterranea.

ERICA SCOPARIA (comunemente scopa gentile)
Arbusto cespuglioso è alto fino a 2 metri è con chioma densa; i giovani rami è con corteccia rossastra alternata a placche argentee è sono glabri è (privi di lanugine). Le foglie è lucenti è sono generalmente incurvate ed hanno il margine revoluto ricoprente parte della pagina inferiore. I fiori è piccoli e di colore giallo verdastro è sono riuniti fino a quattro e sono pendoli.
Fiorisce da maggio a giugno.
In Italia è presente in Liguria e nelle regioni centrali è ove si spinge sino al limite superiore della zona dell'olivo. più frequente sul versante tirrenico è è stata rintracciata in Romagna a sud di Faenza.
� ritenuta rara è probabilmente perchè viene facilmente confusa con l'Erica arborea L. è dalla quale peraltro si distingue facilmente.
Ha notevole valore protettivo quando riveste è insieme ad altre eriche ed agli arbusti di ginestra è in formazioni compatte è i rapidi pendii sottoposti all'azione erosiva delle acque meteoriche; viene utilizzata per consolidare le pendici franose.

ERICA SICULA
Si tratta di un cespuglio a cuscinetto con rami legnosi è pubescenti nella parte terminale. Le foglie sono lineari è verde lucido sopra è parzialmente revolute e con la pagina inferiore formante una linea bianca. I fiori sono solitari è oppure in 2-4 e di colore roseo-pallido. Fioritura in aprile maggio. In Italia è presente nel trapanese è sul Monte Cofano e nell'isola di Marettimo. può essere impiegata per rivestire le pendici calcaree franose delle regioni dal clima caldo-arido.

ERICA CARNEA (comunemente scopina)
Erica a fusto legnoso strisciante è di altezza compresa tra 20 e 60 cm. Foglie aghiformi è con margine revoluto. Fiori roseo carneo è talvolta bianchi. Fioritura da febbraio a giugno; in luoghi ben esposti fiorisce anche a dicembre.
� diffusa nelle regioni settentrionali è da 0 a 2.400 metri s.l.m. è spingendosi a sud fino alla Toscana.

ERICA CINEREA (comunemente scopa cenerina)
Arbusto alto da 15 a 50 cm è con numerosi rami è tomentosi quelli giovani. Simile all'Erica terminalis Salisb. è se ne distingue per le foglie con la pagina inferiore completamente ricoperta dal margine revoluto. I fiori sono di colore roseo o violaceo (raramente bianchi) e fioriscono da giugno a settembre. è presente solo nella Liguria Occidentale è tra Oneglia e Pegli.

ERICA TETRMINALIS (comunemente erica tirrenica)
Simile alla precedente è se ne distingue per le foglie non completamente revolute e per i fiori riuniti in ombrella terminale. Fiorisce da maggio ad agosto.
Localizzata sulle rupi ombrose è umide e calcaree. Presente in Sardegna è Corsica è Capri è Ventotene e sui Monti di Castellamare.

ERICA MULTIFLORA
Arbusto con fusti eretti; corteccia grigio-brunastra. Le foglie è con picciolo lungo 1 mm è sono leggermente incurvate verso l'alto e la pagina inferiore è completamente ricoperta dal margine revoluto. Fiori in fascetti apicali di colore roseo violetto. Fioritura da giugno ad ottobre-novembre. Presente nelle macchie e nelle gariche è da 0 a 800 metri s.l.m. Diffusa in tutta la penisola fino alla Liguria ed in Val di Lima è in Toscana.

ERICA MANIPULIFLORA (comunemente erica pugliese)
Simile all'Erica multiflora è ma con fusto generalmente prostrato-ascendente e con i fiori normalmente sui rami laterali superati dai rami portanti solo le foglie. Presente nelle garighe e nelle macchie mediterranee fino a 600 metri s.l.m. in Puglia è attorno a Gallipoli e nella zona dei laghi Alimini ed in Sicilia sul Monte delle Rose e presso Castellamare del Golfo.

Eriche del continente africano molto simili alle nostre come soma e fisiologia sono:
Erica attonia Masson è E. bowiena Lodd. è E. cerinthoides è E. grandiflora è E. hiemalis Hort. è E. mammosa è E. massoni è E. perspicua è E. pyramidalis è E. sulfurea è E. tubiflora è E. vestita è E. wilmorei è E. cubica è E. fragrans è E. persoluta è E. praestans è E. gracilis è E. ignesens è E. melanthera è E. nigrita è E. ventricosa .

Ma per quanto riguarda l'Erica Arborea è quella che viene usata per fare i nostri preziosi oggetti di culto è moltissimi sono i nomi comuni dati nelle varie zone e spesso in antitesi fra loro: scopa maschio è scopa da ciocco è scopa da fastella è scopa femmina,stipa,stipa maggiore,scopa dei carbonai.etc.
Radica Arborea


Come quasi tutte le eriche è l'Erica Arborea è ermafroditae il fatto che gli incroci siano frequenti fa pensare all'evoluzione di una unica specie.
Come anche altre eriche è l'arborea forma un ingrossamento legnoso detto ciocco o nocchio posto sotto il colletto e cioè appena sotto terra.
Questo ciocco ha la funzione di filtro e di magazzino: un vero e proprio "fegato" della pianta. Contiene anche molte resine che hanno lo scopo di trattenere è per colloido osmosi è i liquidi scarsi dell'habitat dove vive.
Quello che interessa maggiormente i cultori della pipa è la sua capacità di accumulare silicio in proporzione alla quantità contenuta nel terreno. ciò rende la radica molto ignifuga.
Perchè il ciocco raggiunga il volume minimo necessario per essere lavorato è l'arbusto deve avere almeno trent'anni e pesare circa 3 chili.
La struttura microscopica del ciocco è a "vacuoli" molto irregolari ed è influenzata dalla tipologia del terreno dove nasce. Il resto della pianta è come molti legni è ha strutture tubulari e lamellari.
Il ciocco al microscopio: struttura tubolare è attaccatura colletto è struttura a vacuoli
Altri Impieghi
Il cioccaioloPrincipalmente la radica è usata come difesa dei boschi quale componente della macchia mediterranea.

Viene è inoltre è usata per la produzione di miele. Il miele della radica è amarognolo è ma molto apprezzato nonostante sia duro e richieda una difficile lavorazione resa ancora più difficoltosa dal fatto che la sua fioritura precoce e si ha già verso maggio.

In erboristeria si utilizzano i fiori o le sommità fiorite. Poich� manifestano un'azione diuretica assai potente servono per la preparazione delle cosiddette tisane urinarie. Inoltre hanno azione antisettica per la presenza di arbutina; come tali si usano nei casi di cistiti è specie quelle prostatiche.

Viene spesso associato per lo scopo anche a Malva Purpurea è Fumaria e Menta è e sono da preferire ad altri preparati è quali l'Uva orsina è specie nelle cure di lunga durata è in quanto non tossici.
La tisana per la cistite cronica si prepara distribuendo un cucchiaio colmo di fiori di erica in un litro di acqua in decotto per 15 minuti. Va consumata a tazze nella giornata è lontano dai pasti.
E' mia opinione che si possa curare anche il raffreddore con una unica tazza di tisana molto calda prima di coricarsi è addolcita con tanto miele e con un 50% di cognac. Se il raffreddore non passa... almeno ci siamo scaldati!

I bachi da seta nel loro ultimo sviluppo venivano fatti attaccare a rami di erica arborea perchè facessero il bozzolo.

Era molto ricercato il carbone di erica per la sua elevata resa calorica.

Il taglio del cioccoRiporto integralmente un passo di un vecchio manuale di scienze naturali degli anni venti:

"L'estrazione del ciocco avviene subito dopo il taglio del ceduo; gli operai addetti procedono con due strumenti: uno è detto maniscure è con il quale estraggono il ciocco e lo liberano dalle tenaci radici e l'altro è il pennato è con cui lo ripuliscono e lo liberano dalle parti guaste per dargli la forma rotondeggiante adeguata. Un operaio di comune capacità può estrarr e ripulire fino a 150 kg di "ciocco" al giorno.
Dopo una prima lavorazione viene tenuto sotto uno strato umido di terra per prevenire screpolature e profonde.
La produzione varia moltissimo; negli ericeti della Maremma è con rotazione di 40-50 anni è si ottiene una quantità di prodotto grezzo per ettaro che oscilla dai 500 ai 1.500 kg.
I "ciocchi" migliori si ottengono da piante con vegetazione aerea stentata e che crescono sui versanti esposi a sud.
In fabbrica i "ciocchi" vengono conservati in ammassi sotto tettoie; la resa di lavorazione è del 25-30% e da una tonnellata di "ciocchi" di media qualità è si ottengono circa 4.000 abbozzi aventi le seguenti dimensioni: spessore 2,8 cm è altezza 3,2 cm è lunghezza 5,5 cm.. Se il prodotto grezzo è di buona qualità e le maestranze sono qualificate si possono ottenere anche 5.000 abbozzi per tonnellata.
Vengono posti in commercio 25 tipi diversi di abbozzi è corrispondenti alle diverse dimensioni delle pipe.
Dopo la preparazione gli abbozzi vengono fatti bollire per 12 ore per dare al legno una tinta più carica ed uniforme e per eliminare parte dei tannini."
Oggigiorno la raccolta è regolata da leggi è permessi e autorizzazioni è mentre la fase di lavorazione è pressoch� invariata. Colpisce, invece è la dimensione e le misure degli abbozzi descritti: sicuramente all'epoca le pipe erano più piccole di quelle odierne.

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26
Novembre
2007

Gli Scovolini scritto da Emilia Orefice

Gli scovolini sono gli accessori più utili per il fumatore di pipa; servono per la gestione dell'umidità che si crea durante la fumata è nonch� per la pulizia - ordinaria e straordinaria - della pipa stessa. Un corretto utilizzo degli scovolini può garantire una fumata di buona qualità e favorire una corretta manutenzione della pipa.

Struttura e Tipi
Lo scovolino ha forma tubolare e consiste in un anima metallica o plastica avvolta da fibre di cotone e/o di frammenti di nylon. In particolare possiamo elencare tre tipi di scovolini:

  • Assorbente: il rivestimento è di solo cotone
  • Abrasivo: il rivestimento è di fibre di cotone e di nylon alternati fra di loro
  • Misto: meno usato è una metà abrasiva e unèaltra assorbente

Si presentano in due forme: regolare (diametro fisso per tutta la lunghezza) e conica (un'estremità di diametro maggiore rispetto l'altra).
Gli scovolini conici è dovrebbero avere una maggior capacità assorbente è ma non sono da meno quelli regolari.
La lunghezza degli scovolini varia. Esiste quella standard (attorno i 15-16 cm) è più lunghi per le churchwarden ed infine quelli venduti a metro (non reperibili in Italia).

qualità
Prima di entrare nel vivo del discorso riguardante l'utilizzo degli scovolini è ritengo opportuno soffermarci sulla loro qualità. Per scovolino buono sèintende quello che si flette ma non si piega (anima in acciaio) e non lascia dei residui di cotone durante il suo passaggio. Nel primo caso possiamo usarli anche con le pipe curve durante la fumata e nel secondo non rischiamo ad aspirarli mentre fumiamo.

Uso
Il loro uso può essere distinto ordinario e straordinario. Esaminiamo i due casi.
Pulizia ordinaria
Durante la fumata
Non è raro il fenomeno che crea dell'umidità fra il foro del fornello (quello della fuoriuscita del fumo) e il cannello. Il fenomeno dovuto a vari fattori è oltre il fastidioso gorgoglio è altera il sapore del tabacco. In tal caso occorre l'impiego di uno scovolino assorbente (meglio regolare; quelli conici potrebbero avere delle difficoltà di penetrazione dal foro del bocchino). Con pipa montata è si inserisce lo scovolino dal foro del bocchino e si arriva fino al punto di giunzione fra fornello e cannello. Si lascia per qualche secondo e poi si estrae. Da sottolineare che il passaggio dello scovolino non deve essere impedito da nessun tipo di filtro (metallico è di balsa è di schiuma è di carbone); in tale circostanza è impossibile la completa penetrazione.
Dopo la fumata
Lasciamo raffreddare la pipa e poi la smontiamo. Si svuota il fornello e si prende uno scovolino abrasivo. Si flette ad "U" e viene inserito nel fornello. Si esegue un movimento rotatorio e lungo l'asse perpendicolare. In questo modo sono eliminati i residui di cenere e qualche particella di tabacco incombusto attaccato sulle pareti interne del fornello. Passiamo alla pulizia del cannello. Possiamo rincorre all'uso di unèassorbente (regolare o conico) o di un abrasivo (regolare o conico) o di un misto. Dipende dal grado di sporcizia del cannello. Se la pulizia avviene regolarmente è l'impiego di un assorbente è più che sufficiente. Si inserisce nel cannello lo scovolino (se conico l'estremità di spessore maggiore dovr� essere orientata verso il fornello) e si esegue un movimento lungo l'asse longitudinale è finch� l'umidità residua non viene assorbita e non si libera totalmente il foro localizzato fra fornello e cannello da eventuali particelle di cenere e/o di tabacco. Stesso discorso se si usano gli altri tipi di scovolini. Per il bocchino usiamo uno di tipo assorbente: si passa da un estremità all'altra due o tre volte. Dopodich� la pipa può essere rimontata e messa a riposo. Alcuni hanno l'abitudine di lasciare uno scovolino inserito durante il riposo della pipa è a scopo di accelerare l'eliminazione dàumidità. Personalmente non ho trovato delle differenze sostanziali.
Pulizia straordinaria
In questo caso il problema che interessa di più è la condensa creata nell'arco del tempo nel cannello. Si prende uno scovolino abrasivo si piega in due. Le due estremità ravvicinate vengono inserite nel cannello e si esegue un movimento rotatorio e lungo l'asse longitudinale. Se occorre (per pipe troppo sporche o non fumate da tanto tempo) si possono usare anche dei solventi di catrame e di nicotina è bagnando una parte di scovolino. Il bocchino viene pulito nello stesso modo ma stavolta senza piegare lo scovolino ed usando è preferibilmente è uno di tipo assorbente.

Quante volte?
si è visto che con gli scovolini si effettuano diverse operazioni. Si dovr� cambiare per ogni operazione? La pipa dovr� essere sottoposta a "scovolinate" ogni volta che viene fumata? Esprimo soltanto un parere personale e lascio tutto nel libero arbitrio. Lo scovolino finch� non troppo sporco è ancora dotato di capacità assorbente e/o abrasiva è quindi può essere riutilizzato. Ma nella pulizia straordinaria e in particolare in un'eventuale applicazione di solventi è consiglierei di usare uno pulito e per una volta soltanto. Al secondo quesito è risponderei che è a mio avviso è dovrebbe essere scovolinata ogni volta che viene fumata. Ma c'è chi non lo fa con questa frequenza.

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07
Ottobre
2009

Forme Delle Pipe scritto da Emilia Orefice

Ogni forma chiama una funzione precisa oltre che una idea estetica.

In una intervista ad Amici della Pipa Franco Rossi, titolare della ditta Il Ceppo, asserisce che ogni pipa deve avere un nome: billiard, boccetta, bulldog.
Ogni forma chiama una funzione precisa oltre che una idea estetica.
Il classico è talvolta considerato erroneamente come l'espressione massima dell'ortodossia e dell'assenza di creatività. In realtà il fumatore di pipa attento sa che la forma classica è concepita affinchè la fumata sia condotta in un certo determinato modo per soddisfare particolari esigenze. Il produttore di classico, inoltre, intende la pipa come accessorio del viso e non come oggetto a se stante. Questo aspetto diventa fondamentale per noi fumatori di pipa. Il libro "Invito alla pipa" a cura della redazione di Amici della Pipa compie un percorso in questa direzione tutta tesa a far capire l'importanza della forma nella resa del fumo. Alla forma e alla sua funzione va anche accostata la qualità della porosità e della stagionatura della radica che isola il calore e impedisce il surriscaldamento della pipa.
Vediamo adesso alcune delle forme base del classico e la loro funzione. Per questo fine non prenderemo in considerazione tutte le infinite varianti. Assumiamo come esempio delle Dunhill in quanto la casa inglese ha codificato e classificato le forme che tutti noi conosciamo.

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09
Aprile
2008

Introduzione Al Sigaro Avana scritto da SSSzappolo

Con la definizione di "sigaro di tipo Avana" non si identificano solamente i sigari cubani è ma tutti i sigari di tipo caraibico con la testa chiusa e il piede aperto. già in questa prima definizione incontriamo due termini propri del sigaro Avana e cioè piede che identifica la parte del sigaro che va accesa è e testa che si riferisce all'estremità opposta del sigaro è che si presenta chiusa da un frammento di tabacco denominato perilla. Come si può notare è la terminologia spagnola è assai usata nel mondo del sigaro è poichè proprio gli spagnoli furono i primi a produrre nel vecchio continente i cosiddetti puros ovvero manufatti composti al 100% di tabacco è e in seguito i cubani hanno continuato la tradizione è come leader incontrastati per diversi anni.

Oggi il termine puro ha assunto un doppio significato è oltre alla definizione generica si sigaro infatti è si definisce puro un sigaro i cui tabacchi provengono interamente da un solo stato è in contrapposizione ai blended che utilizzano invece tabacchi di diversa provenienza all'interno dello stesso sigaro è tale pratica si definisce appunto blending "orizzontale", che spesso viene fatto passare come unèoperazione di selezione accurata di tabacchi dalle zone migliori è in realtà è ad eccezione di alcune produzioni è è quasi sempre un escamotage per procurarsi tabacchi laddove il mercato è più favorevole.

  • Caratteristiche dei tabacchi

Pianta di tabaccoParlando al plurale di tabacchi è chiaro come nella produzione di un sigaro esistano diverse componenti e non solo un tipo di foglia. Solitamente i sigari "premium" sono costituiti da cinque diverse foglie è interamente arrotolate a mano è sia per il ripieno che per la fascia. Le tre foglie interne che compongono la tripa o ripieno è vengono sapientemente miscelate seguendo una specifica "receta" in modo da formare una ligada o miscela è specifica per ogni marca e formato. Ogni foglia che costituisce la tripa ha una funzione ben specifica; il ligero che è la foglia più "giovane" è principalmente responsabile della forza nicotinica è il seco che proviene dalla parte mediana della pianta esprime la maggior parte degli aromi è mentre il volado che proviene dalla parte basale della pianta è e che quindi è fra le foglie più vecchie è mantiene la regolarità di combustione è grazie ad una struttura cellulare ben formata.

Sezione di un sigaroLe 3 foglie interne vengono arrotolate prima in una foglia denominata capote che assolve la funzione di tenuta e mantenimento della forma del sigaro è ed infine è nella foglia esterna denominata capa che ha principalmente scopo estetico è anche se contribuisce spesso in maniera significativa alla "struttura" organolettica del sigaro.

  • Formato dei sigari avana

I sigari di tipo avana oltre che per marca si distinguono anche per formato o vitola; distinguiamo due tipi di vitolas: la vitola de galera è che identifica il formato del sigaro è e la vitola de salida che identifica il nome commerciale che lo stesso sigaro assume. Per portare un esempio è fra le marche cubane esistono diversi sigari robustos, col termine robusto (vitola de galera) è il vitolario cubano identifica un sigaro dallo shape 124x50 (definiremo in seguito le misure) è le diverse marche propongono però nomi commerciali diversi per lo stesso formato di sigaro è ed ecco che il robusto prende il nome di Royal Corona per la marca Bolivar è Specially Selected per Ram�n Allones è Serie D n.4 per Partag�s è Short Churchill per Romeo y Julieta è Robusto per Cohiba (in questo caso vitola de galera e de salida coincidono) e così via.

Formati dei sigari

Occorre sottolineare che esistono 2 grandi classificazioni per i formati dei sigari è una cubana è molto rigida è in cui ad ogni formato corrispondono specifiche misure di diametro (o "cepo") e lunghezza (o "largo") è ed una classificazione internazionale (international shape) che assegna ad un formato un "range" di misure di largo e cepo entro le quali il sigaro rientra nella stessa vitola. Sempre come esempio è nell'international shape il Romeo y Julieta exibicion n.4 e il Romeo y Julieta short churchill rientrano nella famiglia dei robustos è mentre per il vitolario cubano il primo è un hermoso n.4 (127x48) mentre il secondo è un robusto a tutti gli effetti (124x50) come si può notare le dimensioni sono simili ma non identiche.

Unèaltra suddivisione molto generale fra i formati è data dalla forma è si distinguono anche in questo caso due grandi "famiglie" è la prima è quella dei "parejos" è nella quale si identificano tutti i sigari di forma puramente cilindrica è indipendentemente dalle dimensioni è la seconda è quella dei "figurados" è in cui si identificano tutte le altre possibili forme; tipicamente si identificano fra i figurados i sigari con la testa appuntita come i "piramides" è i "belicosos" o i "torpedos" è oppure i sigari dalla forma biconica come i "perfectos" definiti anche "double figurados".

Parlando di dimensioni è convenzionalmente si esprimono in millimetri di lunghezza e 64esimi di pollice di diametro è tornando all'esempio del robusto è nel vitolario cubano tale definizione identifica un parejo di 124 mm di lunghezza e 50/64 di pollice di diametro (124x50) è se parliamo invece del formato "piramide" identifichiamo un figurado di 156 mm di "largo" e 52/64 di pollice di cepo ( 156x52).

  • Scelta di un sigaro

Tralasciando per ragioni di spazio tutta la disamina sulla produzione dei sigari "dal seme alla scatola" passiamo direttamente a parlare della scelta dei sigari.

Scegliere correttamente un sigaro è o una scatola di sigari è costituisce una prima importante prerogativa alla qualità finale della fumata; la vista è il tatto e gli aromi a crudo possono essere importanti indicatori (anche se non gli unici) dello stato qualitativo dei sigari. Prima di ogni cosa occorre prestare attenzione alla modalità di conservazione adottata dal tabaccaio è diffidate quindi di tabaccai che conservano a tassi di umidità non compresi fra 65 e 75% di umidità relativa è diffidate altresì di tabaccai che conservano i sigari sfusi è o che conservano sigari molto diversi (es. cubani ed extracubani) all'interno della stessa scatola. All'apertura del box i sigari devono emanare profumo è possibilmente abbastanza intenso è con l'esperienza si assume quel termine di paragone che permette di valutare se l'intensità aromatica di una determinata vitola è tale da essere sintomo di buona qualità o meno. L'esame visivo deve palesare fasce (capas) con imperfezioni cromatiche minime o assenti è le capas dovrebbero essere integre è crepe e fratture della capa diffuse sono chiaro sintomo di cattiva conservazione. Infine si passa all'esame tattile è tenendo ben presente che alcuni tabaccai è a giusta ragione è possono a volte non consentire all'esame tattile per evitare che si danneggino i sigari. Si prende qualche sigaro dal box e tenendolo alla testa con pollice ed indice si ispeziona delicatamente (senza rompere la capa!!!) con le dita dell'altra mano salendo dal piede alla testa; il sigaro deve risultare elastico è non troppo morbido ne secco è il riempimento deve essere uniforme senza parti più morbide (vuoti) o più dure (nodi) del resto del cilindro è poichè imperfezioni nel riempimento si traducono nel 99% dei casi in difetti di combustione e di tiraggio.

Superati questi "esami" il sigaro è molto probabilmente di qualità almeno discreta è è chiaro che l'aromaticità a crudo e la buona costruzione non sempre si traducono in una fumata di elevata qualità è qui interviene l'esperienza è ed è per questo che sarebbe opportuno che il neofita fosse guidato nei primi acquisti da qualcuno che sia già esperto è sia esso il tabaccaio o un fumatore con qualche anno di fumo lento alle spalle è che sia in grado di orientarsi fra marche e formati presenti sul mercato.

  • Conservazione del sigaro "avana"

Infine una rapida disamina delle modalità di conservazione; i sigari vanno conservati ad umidità relativa compresa fra 65 e 75% è e ad una temperatura di 18-22� anche se valori più variabili di temperatura non comportano problemi sulla conservazione a breve-medio termine. Per mantenere questi valori "climatici" esistono appositi contenitori denominati "humidor" è che possono essere costruiti con diversi materiali è come legno (in questo caso a contatto con i sigari sarebbe opportuno che ci fossero esclusivamente essenze quali mogano o cedro spagnolo) è ceramica è vetro è etc. Le dimensioni di questi "contenitori" sono estremamente variabili è si passa dal cosiddetto humidor da tavolo è in grado di contenere solo una decina o poche decine di pezzi è fino al walk in humidor è che è una vera e propria stanza rivestita e climatizzata ad arte è in gradoni contenere fino a diverse migliaia di pezzi. Gli humidor si distinguono in statici è dinamici e climatizzati è nei primi due tipi l'unico parametro regolato è l'umidità (negli statici si utilizza evaporazione naturale è mentre nei dinamici l'evaporazione è regolata elettronicamente tramite ventilazione forzata sulla riserva dàacqua); l'humidor climatizzato invece è in grado di mantenere sotto controllo anche la temperatura è mediante sistemi di refrigerazione appositamente studiati. Nei sistemi statici è sicuramente più diffusi è per limitare al minimo gli sbalzi di umidità è negli evaporatori (costituiti da spugne di tipo "oasis" o da cristalli polimerici) si utilizza glicole propilenico in addizione all'acqua demineralizzata è tale composto assicura un'evaporazione più regolare e meno sensibile agli sbalzi di temperatura.

Simone Fazio

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