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La sfida della Lovat 2016

sondaggio lovat

Pipe Rufinelli

sfida lovat rufinelli

Rufinelli

Antonino Scanu

sfida lovat scanu

Antonino Scanu

proietti

sfida lovat proietti

Giordano Proietti

Mi presento: 

il mio nome è Rufinelli Riccardo e realizzo pipe come hobby.

La mia storia:

Sono un designer ceramico, attualmente  lavoro come arredatore per negozi nella ditta di famiglia, ho frequentato l’istituto d’arte Adolfo Venturi di Modena che mi ha consentito di diventare maestro d’arte.

Fin da piccolo ho coltivato molte passioni e praticato molti sport come il nuoto, l’atletica a livello agonistico ottenendo ottimi risultati.

Nei giorni liberi lavoravo nella falegnameria di famiglia, questo mi ha consentito giorno dopo giorno, di migliorare la manualità nella lavorazione del legno; 

Una delle mie più grandi passioni (da vero modenese) sono i motori, quando non ero impegnato nello studio e nel lavoro elaboravo il mio scooter in garage, migliorando la manualità anche nei piccoli dettagli; corro in auto e in moto da tantissimi anni. 

Un’altra mia passione è la pesca, se possibile ci vado anche tutti i giorni dopo il lavoro. 

Mi e’ sempre piaciuto realizzare oggetti unici e di design ma anche oggetti artistici, qualche anno fa ho deciso di iniziare a realizzare pipe per gli amanti del lento fumo. 

Ogni pipa che realizzo, la disegno a mano sulla placca di radica e successivamente  la lavoro  con l’utilizzo di particolari strumenti, il bocchino lo disegno su barra a mano e con l’utilizzo di altri strumenti viene sagomato, infine il tutto è unito per rendere ogni pipa una vera e propria opera d’arte!

Ogni materiale utilizzato è prodotto e/o coltivato in Italia, la radica scelta è quasi sempre di origine Calabrese o Toscana.

La radica la scelgo accuratamente pezzo per pezzo, il materiale per la lavorazione dei bocchini, anch’esso scelto con cura, lo lavoro a mano da barra, preferisco il metacrilato ma a volte può capitare che  utilizzi anche l’ebanite.

Non esiste una pipa uguale all’altra, ognuna è inevitabilmente un pezzo unico.

Ogni pipa viene pensata, disegnata, sagomata, lavorata e infine realizzata da me: Rufinelli  Riccardo.


Mi chiamo Antonino Scanu classe 1961, ex falegname e intagliatore del legno su artigianato artistico sardo.

Ora lavoro in altro settore e costruisco pipe nel tempo libero.
Ho sempre avuto l'attrazione per le pipe e il tempo mi ha portato a realizzarle e migliorarle di conseguenza.

Le mie pipe sono realizzate con radica sarda proveniente da lavori selvicoltural, fasce parafuoco ecc, prodotte nel mio laboratorio a partire dalla raccolta del ciocco sino a pipa finita compresa la costruzione del bocchino da barra.

Effettuo la bollitura in un calderone di rame.


Dopo le necessità fisiologiche, la mia vita è dedicata interamente all'arte, praticata e teorizzata: nel corso degli anni il mio percorso creativo è stato segnato da varie tappe che hanno visto succedersi poesia, scultura, fotografia.

Nonostante fossi un mediocre poeta (non per modestia) ottenni varie pubblicazione fino alla (folle o astuta) decisione di un piccolo editore di inserirmi nell'Enciclopedia dei poeti italiani contemporanei.

La scultura ha avuto, invece, il compito di sostituire pian piano la parola scritta segnando la fase di transizione verso la ricerca visiva, ossia la fotografia: da circa sei anni porto avanti un arduo e snervante progetto di ricerca che ho avuto il piacere di esporre varie volte sia in Italia che all'estero.

Dal punto di vista teorico invece sono estremamente affascinato dal concetto di casualità nell'arte, di lapsus artistico rivelatore, di inconscio fotografico, argomenti che ho avuto l'occasione di approfondire nella mia tesi in Estetica.

Ma arriviamo alla pipa: il mio primo approccio è avvenuto nel negozio di Becker e Musicò, dopo un paio di anni da assiduo cliente compulsivo mi sono trasformato in piccolo foratore di radiche, sperimentando come un orsetto goloso tutte le peculiari tipologie offerte dalle segherie italiane;

Sarà il peccato originale, sarà l’ambiente estetico che condiziona, ma attualmente i miei artigiani di riferimento sono il compianto Paolo Becker, G.M.Gamboni e Gigliucci.

Detto questo, sperando di non appesantire troppo le cose, credo che esista una forma di trascendenza anche attraverso i piaceri sensibili, la pipa in questo senso rappresenta il massimo grado e il contatto creativo con la materia mi offre la possibilità di avere un lungo e piacevole preliminare.

Per concludere, sembrerà retorico, ma nonostante la differenza degli strumenti espressivi ho l’impressione di fare sempre la stessa cosa: ars una, species mille.


LA REALIZZAZIONE DELLE PIPE

   


RUFINELLI

La mia pipa è una lovat, l’ho pensata disegnata e studiata per diverso tempo, ho realizzato diversi disegni prima di arrivare a quello definitivo, ho pensato molto a quale finitura fare, a che colore di bocchino scegliere e se inserire o meno la vera. 

Alla fine ho deciso di realizzare una lovat molto classica, ho utilizzato una radica toscana con stagionatura 10 anni dal colore neutro molto chiaro e con un contrasto abbastanza elegante delle venature, infine ho scelto di realizzare una vera in metacrilato bicolore con il bocchino nero sempre in metacrilato, fino alla fine sono stato un pò dubbioso sull’ accostamento di colori, ma una volta finita, osservandola credo di essere riuscito a realizzare un’opera d’arte unica nel suo genere,  per me un vero capolavoro.

 

 
ANTONINO SCANU

La pipa della sfida ha le caratteristiche che ho descritto e ha una stagionatura di 5 anni. Il bocchino realizzato da barra in cumberland di produzione tedesca. Per la finitura ho utilizzato ambra disciolta e successivamente lucidato con carnauba.

Il logo in tagua.

 

 


GIORDANO PROIETTI

Il mio intento è stato quello di conciliare forma classica e personalizzazione in quello che credo essere un giusto equilibrio senza eccessi, ma non per spirito ribelle un po’ naïf (tipico da esordiente), ma perché altrimenti mi sarei sentito come una macchina in catena di montaggio,  non un essere umano.

Detto questo, ho voluto fare una pipa raccolta, come piacciono a me, mantenendo però un fornello che potesse garantire una fumata che non fosse una sveltina ma che potesse essere saziante, forzando pertanto le proporzioni tra testa e cannello.

Prima Lovat  della mia vita, secondo bocchino tagliato interamente a mano.

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Marzo 2016 17:35

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