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La sfida della Apple 2015

risultato votazione

 

Graziano Tendi

Graziano Tendi

Carlo Volpe

Carlo Volpe

Daniele Fusi

Daniele Fusi

Abc - Andrea Rossi

ABC - Andrea Rossi

Il Ciocco - Mimmo Parolise

Il Ciocco - Mimmo Parolise

 

Classe 1979, da 10 anni circa mi diletto per hobby nella costruzione di pipe.

Il tutto nasce dell'amore e passione come fumatore, prima di tutto, per questi oggetti.

Dopo tante e tante pipe passate sotto le mie mani, il livello delle mie pipe mi soddisfa sempre di più.

Nel tempo ho perfezionato la tecnica e gli strumenti di lavoro e oggi ritengo di oggetti di buona fattura tecnico funzionale ed estetica.

 

La prima passione che ho sviluppato è stata proprio la lavorazione del legno: il mio vicino di casa era un modellista, costruiva vascelli, orologi e altro, tutto in legno.
Frequentavo spesso casa sua e sin da tenera età ho iniziato a maneggiare piccole tavolette di compensato per costruire scatoline, fin poi ad arrivare, con il passare degli anni, a costruire interi mobili.

Una volta cresciuto iniziai a nutrire interesse per il fumo lento, fino a quando, a 16 anni, comprai la mia prima pipa, una canadese della Brebbia.

Il pipemaking è stata la naturale fusione di queste due passioni: era l’estate del 2006, in ferie a Bari, la mia città natale, e durante una fumatina pomeridiana con mio fratello Marco, parlando del più e del meno, mi chiese: “ma tu saresti in grado di realizzare una pipa?”.
Quella domanda fu la scintilla! Così acquistai un abbozzo preforato ed iniziai a “grattare radica”.

Subito dopo acquistai della radica da Manno, da cui ancora oggi mi fornisco, e provai a fare tutto da me. Non occorre dire che i primi tentativi furono disastrosi…però non mi persi d’animo e perseverai.

Dopo circa un anno, a causa di impegni lavorativi, dovetti mettere da parte questa nuova passione, che però non poteva certamente rimanere a lungo assopita.

Nel 2013 conobbi gli amici del Brixia Cigar Club, immediatamente dopo iniziai a frequentare vari gruppi Facebook e forum, così, sempre da autodidatta, ripresi in mano la radica, ma con in più la possibilità di studiare su internet.

Verso Dicembre 2013, a seguito di una discussione su Facebook, mi fu suggerito di frequentare un corso con Bertram Safferling nel suo Atelier di Egna, e ringrazio ancora Angelo Fassi per aver confermato la bontà del consiglio.

Da quel momento ho dedicato ogni momento libero che avevo al pipemaking!

Il mio è un piccolo box/laboratorio a casa mia a Brescia, che lentamente ho attrezzato ad hoc.

A prescindere dallo shape, dal colore o dalla finitura, in primo luogo io cerco di realizzare la “buona pipa”, che sia costruita tecnicamente bene, con materiali di prima qualità, perché il principale scopo di una pipa è fumare bene, e nei limiti della mia esperienza e capacità, anche di fare la “bella pipa”, perché è vero il detto: “si mangia anche con gli occhi”.

Sono innamorato dei classici, adoro la pipa in stile inglese e quindi buona parte del mio studio è basato su Dunhill, ma ogni tanto mi concedo delle piccole parentesi “free”.

Penso che lo shape classico sia la migliore scuola, perché non ammette errori, e non avendo grandi margini di manovra sei costretto a cercare la maggior precisione possibile.

Detto ciò rimango affascinato, quindi osservo e studio sempre con molto interesse, dai lavori dei grandi Maestri Italiani come Becker, Rimensi, Tombari, Gilli, oppure degli esteri come Eltang, Davis, Asteriou… mi fermo perché la lista sarebbe molto, ma molto più lunga.

 

Musicologo, docente di storia della musica presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali (ex. Conservatorio) di Siena. Musicista Jazz.

Pipemaker per passione. 
In due anni scarsi ne ha fatte quasi cento.

Una sfida continua… che continua… alla ricerca di sempre nuove soluzioni, dei materiali migliori.

Mai avrei pensato di appassionarmi anche a questo: il pipe-making. A 57 anni poi… come se non mi bastassero le passioni per la musica, per la ricerca (per non parlare di caccia e pesca…).

Certo, le mosche artificiali mi venivano bene, quindi una certa manualità forse… Ma fare una pipa?!

Impossibile.

Poi, alla festa del paese, incontro Flavio Guidi, pipe maker di Jesa, con le sue produzioni, gli abbozzi, le placche… e gli compro due pipe… e siamo a più di 120.

Ho cominciato a 18 anni a fumarla e a comprarne quando potevo permettermelo. E poi i regali di Manuela, prima da fidanzata, poi da moglie e compagna dai tempi del ginnasio.

Insomma, entrato in confidenza con Flavio Guidi, vado a trovarlo nel suo laboratorio. Erano i primi di Giugno del 2011. “Mi daresti un pezzettaccio o due e un paio di bocchini, così per provare…?” Ma ormai ero già preso dal morbo. Infatti dopo due anni scarsi ne ho fatte 95. Boh, si vede che c’era posto per un nuovo hobby, e il più impegnativo e appassionante, quasi come suonare.

Una sfida continua… che continua… alla ricerca di sempre nuove soluzioni, dei materiali migliori. Quasi una nuova via iniziatica verso una perfezione che so di volere, ma di non poter raggiungere.”

 

Nasco come ex fumatore di sigarette un anno e mezzo fa dopo un grave avvenimento.

Il modo di vedere la vita è un pò cambiato. Prima ero per "un giorno lo farò". Ora sono per "lo faccio ora!" ed è cosi che ho iniziato a fumare la pipa: era una cosa che volevo fare e che ho sempre rinviato.

Da lì ad iniziare col fabbricare la mia prima pipa il passo è stato breve. Attrezzato il garage, comprata radica e bocchini ed ecco a voi... delle vere schifezze!

Credevo fosse facile, invece non è così!

Ma grazie ad amici premurosi che mi hanno incoraggiato e a schietti conoscenti, che mi hanno tenuto con i piedi per terra, ho ingranato la seconda marcia e sto continuando la strada.

Il vero inizio, il mio anno 0 è partito a Selvazzano Dentro (PD) dagli amici Gianluca e Michele della Radica Design i quali pazientemente mi hanno spiegato i vari passaggi.

Poi partii alla volta di Bolzano Vicentino, anche qui un amico, Giacomo Penzo, era pronto a seguirmi passo passo per la realizzazione da barra a prodotto finito del bocchino.

Esperienza straordinaria è stata grazie al corso seguito a Bolzano dal maestro Bertram Safferling.

Da lui ho capito una cosa molto importante: fare pipe è una nobile arte, non è solo grattar radica, ma è conoscere la meccanica, la botanica, la geometria, la chimica e, soprattutto, rispettare la signora radica e divertirsi.

Il marchio A.B.C. è nato dalle iniziali dei nomi mio di mia figlia e mia moglie.

 

Mi chiamo Antimo Parolise, per molti amici sono conosciuto come Mimmo, agente di commercio, classe ’63 e vivo a Pescara, da dove, in pochi minuti di auto, si possono ammirare posti incantevoli.

La mia passione per la pipa nacque inconsapevolmente una notte quando mi soggiunse un irrefrenabile e strano desiderio di acquistarne una, l’emozione fu tale da rendermi la notte insonne.

Il giorno successivo, di buon ora, mi recai dal mio rivenditore di fiducia, con l’adrenalina alle stelle e a digiuno da ogni nozione “piparia”, acquistai la mia prima pipa.

Tornato a casa e, guardandola e riguardandola, s’instaurò inspiegabilmente un rapporto viscerale con l’oggetto, non limitato al sol gesto di fumarlo ma anche al desiderio di realizzarlo.

In precedenza avevo già avuto degli approcci con il legno restaurando dei mobili antichi del fine ‘800 ottenendo ottimi risultati a detta di alcuni restauratori.

Pertanto, aiutato da una buona manualità e dai video trovati in rete, intrapresi la realizzazione della mia prima pipa di cui il risultato era chiaramente scarso a livello “tecnico” ma passabile al livello estetico.
Da quel giorno ho continuato imperterrito a realizzare pipe sperimentando procedure e tecniche di foratura, levigatura, colorazione e lucidatura fino ad arrivare ad oggi.


LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE

       

 

La radica proviene da Manno uso solo la sua. Uso il tornio per la tornitura della testa foratura e cannello nelle forme classiche mentre nell ipotesi di una free hand il suo ruolo è limitato alle forature.per i bocchini vengono interamente lavorati tagliati e forati a mano da barra.per le colorazioni uso mordenti ad acqua o alcol . dopodiché viene eseguita la seppiatura e la lucidatura con cera di carnauba.

Per questa apple mi sono ispirato alle apple di Castello colorazione con mordente ad alcol , ho scelto una colorazione chiara poiché la radica si presentava senza imperfezioni e ho optato per un colore naturale. Il bocchino è cumberland lavorato interamente da barra.


Possiedo circa un 80 di pipe raccolte in ormai più di quindi anni di pipa...prevalentemente marchi italiani . ovviamente molte non fumano mai ma è ugualmente bello possederle per i ricordi che portano con se. Ultimamente sto preferendo i virginia come mc celland ,fvf, capstan.tree nuns. Non disdegno alcuni aromatici mentre fumo raramente em.

Mi piace molto la 5 soprattutto per la cura del dettaglio.la3 bella ma penalizzata dal bocchino e dalla linea cannello testa .le altre 2 purtroppo non sono apple


Gabriele Mercuri
Perché la scelta Bent?

Ho letto che si è discusso sulla teoria per cui una pipa curva potrebbe essere un paracadute, perché potrebbe nascondere delle imperfezioni, ma onestamente mi risulta abbastanza nuova come cosa: se ci sono imperfezioni si notano su una curva come su una dritta alla stessa e identica maniera, anzi, una pipa curva comporta una difficoltà superiore a causa dei tre assi di foratura, della curvatura del bocchino, del raccordo testa cannello più stretto e complesso e via dicendo.

Tuttavia la ragione per cui ho deciso di realizzare una pipa curva, dopo aver chiesto se fosse stata contemplata nelle regole, è presto detta: ho immaginato che per questioni legate alla maggiore semplicità costruttiva, la pipa dritta sarebbe potuta essere una scelta quasi obbligata. Da qui ho supposto che sarebbe stata la scelta generale ed ho voluto distinguermi realizzando qualcosa di diverso da ciò che ho immaginato avrebbero fatto gli altri partecipanti al gioco.

Gaetano Gsette 
Volevo capire se nella realizzazione delle vostre pipe avete usato tornio per le sagomature della pipa, se avete usato mordenti ad alcool o acqua, se i bocchini sono in metacrilato o ebanite, se sono stati fatti da voi o comprati già fatti, se la lucidatura è stata fatta solo con carnauba, e se avete usato olio colorato di fondo... Grazie ciao a tutti e complimenti per i vostri lavori.

Per quanto riguarda la tecnica costruttiva e i materiali usati posso dire che, come mio solito, ho iniziato il progetto della pipa al computer per calcolare esattamente tutta la parte delle forature, affinché fossero tutte ben centrate ad allineate, al fine di garantirne al meglio la parte meramente meccanica della pipa.
Ho scelto la placca (erica arborea maremmana – provenienza Segherie Manno) adatta per la realizzazione della pipa che avevo disegnato, trasferendo il progetto sul legno in modo di sfruttare ed allineare quanto più possibile la venatura della radica.
Dopo aver sagomato la placca con la sega a nastro, la sgrossatura della pipa è stata fatta al tornio da legno, mentre al tornio parallelo ho forato il bocchino e tornito il perno dal pieno, che è in realizzato da una barra Cumberland nero/rosso di produzione New York Hamburger.
Una volta terminata l’impostazione della pipa al tornio, tutto il resto della lavorazione è proseguita con platorello, lime varie e tantissima carta abrasiva.
La colorazione è stata fatta con mordenti ad alcol e ad acqua, e lucidata con cera di carnauba.


Luca Maria Balli 
Sulla 5 mi interesserebbe sapere se è la prima volta che l'artigiano si cimenta con questo shape o se è una delle sue lavorazioni abituali. Grazie.

Io sono un appassionato di forme classiche, le quali necessitano di un continuo studio delle forme e delle proporzioni, oltre che di molta pratica. La apple, che sia curva o diritta, non si esime da questo onere, di conseguenza va da se che ne ho già realizzate parecchie, cercando ogni volta di migliorare qualche particolare che non mi soddisfaceva appieno, al fine di perfezionare il mio progetto.

Paolo Orlandi 
Sarebbe interessante vedere un'immagine del vostro archetipo di apple: quella dalla quale siete partiti. Chiedo questo perchè il punto di arrivo è molto diverso a parte un paio (3 e 4). Mi piacerebbe conoscere il punto di partenza.

Da buon appassionato di forme classiche il mio archetipo di pipa in generale è basato principalmente sulle Dunhill, ma osservo approfonditamente i lavori di molti altri grandi artigiani, ad esempio adoro le pipe di Chris Asteriou. Questa apple però non nasce ispirandomi ad una pipa già prodotta da altri, ma è l’evoluzione di un mio progetto, che nel corso delle varie realizzazioni è giunto allo stato attuale.

Luca Maria Balli
Un'ultima domanda dopo aver letto le autobiografie, mi piacerebbe sapere quante pipe possiedono, ovviamente escluse quelle di loro produzione, quanto le utilizzano e che con che tabacchi di preferenza, grazie.

Escluse le mie pipe, attualmente possiedo e fumo: una splendida AeroTendi, tre Savinelli, due Santambrogio, una Croci, una Mauro Armellini, una Ser Jacopo, due Castello marchiate Scotti, una schiuma, una Falcon e qualche pannocchietta da battaglia, ma non saprei dire con quale frequenza le fumo. Non ho nessuna pipa dedicata unicamente ad una tipologia di tabacco, e fumo quasi esclusivamente Virginia puri o Latakiose, e da qualche tempo Naturali come Semois, Scanferlati, Caporal…

PAOLOP
Vorrei chiedere agli artigiani da dove proviene e quanto è stagionata la radica utilizzata per la pipa. E se il bocchino è fatto a mano da barra o adattando un preformato. Grazie

Per quanto riguarda la stagionatura, la placca usata fa parte della fornitura effettuata a novembre 2013, ed aveva già quasi un anno di stagionatura da Manno

Billybud
Con uno sforzo non indifferente, cercate di uscire dal ruolo di protagonisti e date anche voi un voto alle realizzazioni... grazie

Sulla richiesta di dare un voto, non me la sento di dare un voto alle pipe, però posso dare un mio ordine di preferenza esclusa la mia pipa: 4 -
4 - 3 - 1 - 2


Gaetano Gsette 

Volevo capire se nella realizzazione delle vostre pipe avete usato tornio per le sagomature della pipa, se avete usato mordenti ad alcool o acqua, se i bocchini sono in metacrilato o ebanite, se sono stati fatti da voi o comprati già fatti, se la lucidatura è stata fatta solo con carnauba, e se avete usato olio colorato di fondo... Grazie ciao a tutti e complimenti per i vostri lavori.

R: Uso il tornio solo per il foro del fornello e del cannello, il resto lo faccio tutto a mano, mi diverto di più (e cerco di dimostrare che, se è vero che chi nasce tondo non può morir quadrato, il contrario è falso :D ); uso solo colori ad acqua; il bocchino è fatto da una barra di cumberland della Sem Ebonite, ovviamente tutto a mano; lucidata solo a carnauba (dopo dato e tolto il nero); mai usato olio. Grazie a te Gaetano.

Paolo Orlandi 
Sarebbe interessante vedere un'immagine del vostro archetipo di apple: quella dalla quale siete partiti. Chiedo questo perchè il punto di arrivo è molto diverso a parte un paio (3 e 4). Mi piacerebbe conoscere il punto di partenza.

R: Il mio punto di partenza è stata l'idea di fare una apple piccola, snella e leggera, pur conscio del rischio rispetto agli standard dello shape e quindi mettendo in preventivo che poteva piacere molto o per nulla. Ma sennò che si gioca a fare? Grazie Paolo.

 
Maria Balli
Un'ultima domanda dopo aver letto le autobiografie, mi piacerebbe sapere quante pipe possiedono, ovviamente escluse quelle di loro produzione, quanto le utilizzano e che con che tabacchi di preferenza, grazie.

R: Ad oggi ho circa 270 pipe (+ 16 di schiuma) escludendo le mie che fumo o tengo per ricordo e monito(di sbagli da non ripetere) e fumo prevalentemente EM e Virginia (sono cresciuto a Balkan bianco e Three Nuns), non amo particolarmente il Kentucky, ma amo il Semois. Grazie Luca.


PAOLOP
Vorrei chiedere agli artigiani da dove proviene e quanto è stagionata la radica utilizzata per la pipa. E se il bocchino è fatto a mano da barra o adattando un preformato.

R: Avendo la fortuna di stare a 20 minuti dalla ditta Manno, io faccio così: telefono al sig. Girolamo Raso, capomastro della ditta e ormai caro amico, gli chiedo di preparami un po' di pezzi come ormai lui sa che io voglio (i più stagionati e con la fiamma o l'occhio di pernice più belli) e lui me ne fa trovare una 'tavolata' con intorno sacchi e cesti di altre varietà. Io vado, scelgo, e tengo da parte per l'anno successivo e oltre. Non ho ancora finito quelli acquistati nel 2011, ho già fatto scorta per tutto il 2015 e oltre nel 2012 e 2013. Ormai da più di un anno i bocchini li faccio da barra, di ebanite, cumberland e metacrilato, raramente uso i peformati.


Billybud
Con uno sforzo non indifferente, cercate di uscire dal ruolo di protagonisti e date anche voi un voto alle realizzazioni... grazie

R: diceva un mio amico grande pianista:"I Colleghi sono tutti bravissimi, qualcuno è eccezionale", quindi... Grazie Billybud


Mauro Gatti 
Anche se non so quanto possa essere rilevante: c'è stato qualcuno che abbia prima dato forma alla pipa e poi forato come fanno alcuni
danesi?

R: Normalmente faccio così anch'io. Grazie Mauro


Luca Maria Balli 
Per la 2 sarebbe interessante sapere se la progettazione sia originale od ispirata da qualche altro artigiano.


R:  Per la mia pipa una fonte d'ispirazione c'è: le pipe leggere e sottili di Angelo Fassi, seppur senza la volontà di imitarlo (battaglia persa in partenza). Grazie Luca Maria.

 


1) la realizzazione è avvenuta tutta a mano: dalle foratura, alla sgrossatura, alla finitura con l'ausilio di un trapano a colonna e al platorello. Niente tornio.

2) Ho usato mordenti all'alcool. Il nero trovato in commercio, mentre il colore è fatto con prodotti naturali di origine vegetale da me

3) Il bocchino è un preformato che dopo un lungo lavoro di lima e carta vetrata ha preso la forma che vedete. È stato sostituito il perno con uno in teflon.

4) Ho disegnato la forma sulla radica seguendo il più possibile la venatura poi le ho dato forma con una prima sgrossatura. Poi forata a modo dei danesi (anche se i pesaresi mi dicono usano o usavano la stessa tecnica) e in fine rifinita.

5) Oltre alle mie pipe sono in possesso di altre 7 pipe di altri 7 artigiani diversi e presto arriverà l'ottava


Gabriele Mercuri 
Perché la scelta di un cannello un po' troppo sottile, nell'equilibrio generale della pipa? 
 
Ho pensato che il cannello più sottile (entro limiti accettabili) conferisse alla pipa una linea più slanciata e che facesse risaltare maggiormente la testa, spostando l’attenzione su di essa, che è il tema principale.
 
Gaetano Gsette
Volevo capire se nella realizzazione delle vostre pipe avete usato tornio per le sagomature della pipa, se avete usato mordenti ad alcool o acqua, se i bocchini sono in metacrilato o ebanite, se sono stati fatti da voi o comprati già fatti, se la lucidatura è stata fatta solo con carnauba, e se avete usato olio colorato di fondo... Grazie ciao a tutti e complimenti per i vostri lavori.

Ho usato il tornio per sbozzare la testa ed il cannello, il restante è stato eseguito con platorello, lime e carta vetrata.
Per la colorazione (doppia) sono stati usati mordenti all’alcool color noce scuro, per risaltare le venature della radica, e noce medio, per la tinta finale.
Il bocchino è un preformato in metacrilato a cui è stato applicato un perno in teflon ed adattato (tagliato , levigato e lucidato) all’uopo.
La lucidatura è stata eseguita esclusivamente con cera carnauba.

Luca Maria Balli 
Della 3 posso chiedere solo "perchè quel dente?".  

Di solito mi regolo secondo le mie preferenze.
Ritengo  che, quando si sfila la pipa dalla bocca, il dente del bocchino debba scivolare sui denti (scusate il gioco di parole) e non  impuntarsi come accade spesso quando questo è troppo alto.
Il dente è stato volutamente abbassato al platorello e non è il risultato ottenuto dallo sfregamento del disco di cotone.
Purtroppo, nonostante la bravura ed il massimo impegno di chi ha scattato le foto, queste, come sempre, non renderanno mai giustizia.
Ci vorrebbe uno scatto sul particolare per far notare che non è così malvagio come può apparire.

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Febbraio 2015 23:03

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