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La sfida della Bent Dublin 2014

Regina Scarlatta

Regina Scarlatta

Daniele Fusi

Daniele Fusi

Mimmo Provenzano

Mimmo Provenzano

Mi chiamo Cristian Galeazzi, ho 38 anni, vivo e lavoro a Pesaro.

Il mio ingresso nel mondo dei pipemaker è stato un fortunato intreccio di coincidenze, prima tra tutte l’incontro con Franco Rossi (Il Ceppo), da cui ho appreso le tecniche, le regole ed i segreti di quest’arte. Franco mi ha accompagnato sin dagli esordi nella mia crescita come costruttore, dandomi il privilegio di attingere alla sua esperienza artistica trentennale, ed è a tutt’oggi, per me, un importante punto di riferimento. Per anni ho frequentato il suo laboratorio: la sera dopo il lavoro, il sabato e la domenica. Lavorare il legno mi piaceva, mi rilassava e soddisfava la mia passione di sempre: quella per l’arte e la manualità. Gradualmente, intanto, prendeva vita il progetto di un laboratorio tutto mio.

 

Finchè finalmente, dopo un buon apprendistato e tante riflessioni, ho deciso, insieme a Cinzia, mia moglie, di lanciarmi in una vera avventura, dando vita al marchio ed all’azienda Regina Scarlatta, presentato alla platea dei fumatori lo scorso anno a Cagli.

Ho sempre provato per la pipa un forte richiamo estetico.
La pipa, come una bellissima donna, richiama una forma sinuosa, attraente, regale nella sua armoniosità. Scarlatto è il colore del fuoco, della brace, della passione. Così è nato il concetto di “Regina Scarlatta” che abbiamo provato riassumere con un simbolo: una regina con una corona rossa, nata dall’evoluzione di una nuvola di fumo.
In linea con questa visione, nelle mie pipe ricerco l’eleganza della semplicità e del bilanciamento delle proporzioni, con un richiamo al classico.

 

Sono profondamente convinto che la pipa, comunque, al di là della sua forma, finitura o peso debba avere come primo requisito il fatto che fumi bene. Il mio principale sforzo, quindi, è teso a far si che questo dato fondamentale non sia mai trascurato. Cerco di raggiungerlo attraverso: la cura per le geometrie, la precisione nell’intersezione tra fornello e foro della canna e la scelta dei giusti materiali.
Due volte l’anno mi reco personalmente dal segantino a scegliere le mie placche di radica, che stagiono in laboratorio per almeno 2 anni. Nel tempo sono diventato completamente autonomo in tutti i tipi di lavorazioni e di finissaggi.

 

Le sfide mi sono sempre piaciute, e quindi ho accettato volentieri la proposta di Emilia, che ringrazio tantissimo. Ma la sfida più importante è quella con me stesso, che mi spinge a mettermi in discussione positivamente e a cercare nuovi risultati ogni giorno migliori.

 

Musicologo, docente di storia della musica presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali (ex. Conservatorio) di Siena. Musicista Jazz.

Pipemaker per passione.
In due anni scarsi ne ha fatte quasi cento.

Una sfida continua… che continua… alla ricerca di sempre nuove soluzioni, dei materiali migliori.

Mai avrei pensato di appassionarmi anche a questo: il pipe-making. A 57 anni poi… come se non mi bastassero le passioni per la musica, per la ricerca (per non parlare di caccia e pesca…).

Certo, le mosche artificiali mi venivano bene, quindi una certa manualità forse… Ma fare una pipa?!

Impossibile.

Poi, alla festa del paese, incontro Flavio Guidi, pipe maker di Jesi, con le sue produzioni, gli abbozzi, le placche… e gli compro due pipe… e siamo a più di 120.

Ho cominciato a 18 anni a fumarla e a comprarne quando potevo permettermelo. E poi i regali di Manuela, prima da fidanzata, poi da moglie e compagna dai tempi del ginnasio.

Insomma, entrato in confidenza con Flavio Guidi, vado a trovarlo nel suo laboratorio. Erano i primi di Giugno del 2011. “Mi daresti un pezzettaccio o due e un paio di bocchini, così per provare…?” Ma ormai ero già preso dal morbo. Infatti dopo due anni scarsi ne ho fatte 95. Boh, si vede che c’era posto per un nuovo hobby, e il più impegnativo e appassionante, quasi come suonare.

Una sfida continua… che continua… alla ricerca di sempre nuove soluzioni, dei materiali migliori. Quasi una nuova via iniziatica verso una perfezione che so di volere, ma di non poter raggiungere.”

 

Il mio nome è Cosimo Provenzano, detto Mimmo, sono nato a Maglie (Le) il 07/10/1968 dove vivo e lavoro.

In passato ho avuto diversi hobbies, ma quello che mi affascina e mi attira sempre di più è la costruzione di pipe in radica ed in altri legni.

Certo sembrerà alquanto inusuale che, un “Salentino Doc” “sule, mare e ientu” abbia questa passione, ma questa è la verità.

Il mio percorso pipario, nasce da lontano, da fumatore incallito di sigarette da circa 28 anni che voleva e non riusciva a smettere. La verità è che l’odore del tabacco e il fumo derivante dalla sua combustione mi è sempre piaciuto, ed avrei preso in giro me stesso dicendo il contrario. Da qui nasce la mia avventura con la pipa e proprio per la ragioni esposte inprecedenza decisi di passare al mondo strano, magico, ovattato e misterioso del cosidetto “fumo lento”.

Dopo l’acquisto della mia prima pipa, ho incominciato, aiutato dal Web e dai negozi online ad addentrarmi sempre di più in questo fantastico mondo e ho acquistato altre pipe, e poi, a dirla tutta, essendo stato da sempre affascinato dal legno e dalle sue lavorazioni e… guardando i video dei pipemakers, consultando articoli etc…. mi sono detto: "e perchè non provare a costruire qualcosa?"

Sono partito acquistando due preforati (ciocchi di radica di erica, già forati, forniti di bocchino) e poi…… pian piano
costruisco pipe in perfetta autonomia usando per la stragrande maggioranza delle operazioni le mani, raspe, lime e carta vetro.

 

Come ho realizzato la Bent Dublin della sfida...

La sfida di FLP ha risvegliato in me una sano gusto competitivo, che non vi nascondo aver animato le ultime serate, passate a leggere i vostri commenti. Senza voler contraddire nessuno e nel pieno rispetto del pensiero personale, credo che la mia pipa si possa collocare abbastanza bene tra le Bent Dublin, o meglio tra le half bent. Lo dico forse perchè l’ho tenuta in mano… con le sole foto non è sempre facile farsi un’idea dell’insieme. Si ispira allo shape Dunhill 4114 di cui ho sempre apprezzato l’eleganza delle proporzioni e la curvatura morbida. 

Ma ovviamente ne è una mia personale interpretazione, non una copia perfetta!

Non vi nascondo che, intenzionalmente, ho voluto inserirci qualcosa di mio, non per stravolgere o sorprendere, ma solo per imprimere un tocco personale.  Sono arrivato, quindi, alla decisione di creare un innesto bocchino-canna inclinato: un po’ per non modificare l’eleganza dello shape, un po’ perchè l’inclinazione che ho studiato mi sembra che si associ bene alla fluidità della linea, ma soprattutto per provare a me stesso di riuscire a farlo …

Entrando un po' sul tecnico: creare un inserto obliquo significa di fatto creare il foro di floccaggio appositamente più lungo, per poi tagliare il legno successivamente in diagonale, riuscendo a mantenere l’apice dell’ovale (che si crea) in linea con il centro della canna/camino.
La stessa operazione va ripetuta  anche sul taglio del bocchino, stando attenti a ricreare la stessa inclinazione rispetto all’asse di floccaggio, e posizionando l’apice dell’ovale nel punto medio  del bocchino per creare il perfetto allineamento bocchino/canna/camino.
Vi garantisco che fare tutto manualmente, con sega lime e carte, non è stato facile e non riuscirei nemmeno a  quantificarlo in termini di tempo.
Una delle difficoltà principali è che le simmetrie della canna rispetto al foro non si possono controllare tramite il sistema reverse, ma vanno valutate esclusivamente ad occhio.
Mentre il vantaggio è tutto per il fumatore in quanto il bocchino, se ben inserito si centra da solo, senza dover obbligare il fumatore a piccole correzione per posizionarlo correttamente.

La scelta successiva è stata relativa al tipo perno. Ho optato per il teflon che, grazie alla sua caratteristica flessibilità, garantisce durata ed affidabilità, anche di fronte ad un utente particolarmente disattento. La stessa cosa non sarebbe stata possibile con un perno in metacrilato. 

Nelle ultime fasi di lavorazione, la fiammatura della radica si è rivelata davvero notevole: sottile e regolare accompagna perfettamente la forma conica del fornello e quella inclinata del bocchino. Sul bordo superiore del fornello e sulla schiena della pipa si osserva un bellissimo occhio di pernice.
La presenza di alcune piccole imperfezioni mi ha fatto riflettere sulla opportunità di effettuare una colorazione più scura che, confondendo l’occhio le rendesse meno visibili.
Tuttavia non me la sono sentita di “smorzare” una radica così bella e quindi ho scelto di mantenere una finitura il più naturale possibile, spazzolandola con la pomice e rifinendo soltanto con un sottile strato di tinta chiara. Credo che la naturalezza della radica sia impagabile e che, con il tempo, il contatto delle mani e il nero della cenere  possa solo migliorarla creando di fatto contrasti sempre più accentuati tra parti chiare e parti scure.

Ad integrazione dei dati tecnici, che troverete qui sotto, posso solo aggiungere che il foro del camino è conico, realizzato con una punta la cui cuspide finale è stata pensata appositamente per questi tipi di fornello. Il foro di collegamento è di 4 mm ed è perfettamente centrato: per metà al di sotto dell’apice del camino e per meta al suo interno.

Grazie per le critiche costruttive, di cui farò tesoro, ma anche e soprattutto a chi ha apprezzato il mio lavoro fin da subito.

 

BentDublin Regina Scarlatta - bozzetto - clicca

 

Lunghezza: 145 mm
Altezza Testa: 44mm
Diametro Testa: 36 mm
Diametro camino: 21 mm
Profondità camino: 33mm
Peso: 32 g

Ho partecipato nonostante la conoscenza dei miei limiti e la mia contrarietà a ogni forma di competizione perché credo che in realtà il mondo della pipa sia più complice e solidale che competitivo.

E poi, si può rifiutare un invito di Emilia?

Quindi, pur avendo fatto in precedenza soltanto una dublin dritta, ho accettato una sfida che è stata più nei confronti di me stesso che con gli amici Mimmo e Cristian, artigiani che conosco e che onestamente ritengo più esperti e più bravi di me.

Anche perché quando ho accettato non sapevo chi fossero gli altri due concorrenti.

Dunque ho scelto una placca fra le più piccole che avevo in mezzo alla scorta fatta un anno e mezzo fa nel capannone dell'amico Girolamo della ditta Manno e l'ho disegnata prevedendo che l'avrei fatta sabbiata scura con una vera in corno naturale chiaro (preso a Cagli l'anno scorso da Max Rimensi-Il Duca) e con un bocchino saddle in metacrilato giallo-arancio chiaro screziato tipo ambra tratto da una barra piena.

Poi ho pensato di rischiare facendo questo, per me, nuovo shape secondo le misure del mio sistema 'aero' (o comunque si chiami, non è invenzione mia) cioè con foro di 4mm del cannello e una camera di espansione di circa 30mm di profondità e di 14mm di diametro.

E così è venuta fuori questa piccola e leggera pipetta di 34 grammi che, lo confesso, fin dall'inizio avevo pensato come pipa adatta alle battute di caccia autunnali.

 

Lunghezza: 110 mm
Altezza Testa: 52mm
Diametro Testa: 32 mm
Diametro camino: 21 mm
Profondità camino: 41mm
Peso: 34 g

La bent dublin che ho preparato per la sfida è uno shape che eseguo molto spesso a cui sono molto affezionato.

Questo shape di pipa la corredo sempre con un inserto sul bocchino in legno pregiato.

Questa volta ho scelto l'amboina, cercando di eseguire un finissaggio liscio chiaro.

La pipa è di chiara ispirazione nordica, con una bella linea elegante e slanciata; è ben bilanciata e piacevole da tenere in mano. 

Spero sia piaciuta.

 

Lunghezza: 130 mm
Altezza Testa: 42mm
Diametro Testa: 46 mm
Diametro camino: 21 mm
Profondità camino: 33mm
Peso: 37

Le risposte alle vostre domande...    

Mi piacerebbe capire funzionalità ed affidabilità del taglio trasversale del cannello: ha una sua valenza, oltre l'estetica, provata nel tempo?

 

la funzionalita del taglio trasversale, come ho spiegato sopra, oltre ad una valenza puramente estetica, riesce a garantire l’autocentraggio del bocchino sulla canna. Per quanto riguarda l’affidabilità del sistema, esiste un’altra pipa a taglio trasversale che ho realizzato un’anno fa per un amico. Questo amico la usa regolarmente senza aver mai avuto alcun problema.
Rispetto a quel prototipo, la Bent Dublin che ho realizzato per FLP ha alcune migliorie:

  • ho inserito un perno in teflon, che ne garantisce una elasticità migliore, non perchè fosse necessaria, ma per compensare i movimenti non lineari di fumatori non troppo pratici.

  • ho curato molto bene le tolleranze tra floccaggio e perno rendendo il tutto molto fluido senza difficoltà nell’estrazione, nonchè un buon spessore di legno sulla canna per scongiurare l’ipotesi di eventuali rotture (come si può vedere dalle foto).

Con questi accorgimenti mi sento tranquillo nel dichiarare la piena affidabilità e praticità del sistema.

 

 

Come avete realizzato il bocchino della vostra pipa? Siete partiti da barra o da un prestampato?

 

Per realizzare il bocchino della Bent Dublin sono partito da un semilavorato di una barra di metacrilato che poi ho modellato con pomicino e spazzole insieme al cannello.

 

 

Durante una giornata tipo, nelle 17/18 ore di veglia; quanto tempo in % passate a immaginare, fare, fumare pipe?

 

Personalmente faccio fatica a dare delle percentuali perché può variare molto, dal periodo, dal tipo di progetto e dalla sua difficoltà. Comunque posso dire che il tempo che passo a immaginare una pipa è una buona parte del lavoro totale: cerco sempre di analizzare fin dall’inizio il lavoro che mi attende, passando in rassegna mentalmente ogni tipo di passaggio e cercando di prevenire eventuali intoppi o problemi. Fumo spesso mentre lavoro e per concedermi piccole pause, più raramente in altri momenti: il mio laboratorio è “smoking free”, al contrario di quasi tutti gli altri ambienti chiusi che frequento abitualmente. Fumare la pipa mi rilassa, mi aiuta a concentrarmi e a dare il meglio.

 

Come e quanto caratterizza la fumata una "camera di espansione" per giustificare il "sacrificio" dell'essenzialità dello shape, in cui apporta tali evidenti modifiche delle proporzioni?

fumo più fresco, assenza di condensa, sapori e aromi esaltati

 

Come avete realizzato il bocchino della vostra pipa? Siete partiti da barra o da un prestampato?

barra piena

 

Durante una giornata tipo, nelle 17/18 ore di veglia; quanto tempo in % passate a immaginare, fare, fumare pipe?

60/70%

Quale significato assume la parola "bent" in una pipa che presenta, mi sembra, gli assi fornello/cannello ad angolo ottuso?

non risponde

 

 

Come avete realizzato il bocchino della vostra pipa? Siete partiti da barra o da un prestampato?

Il bocchino è un prestampato di Serafino Macchi adattato e modificato per fare la pipa.

 

 

Durante una giornata tipo, nelle 17/18 ore di veglia; quanto tempo in % passate a immaginare, fare, fumare pipe?

 

Io lavoro 10 ore al giorno...in fondo faccio pipe per professione.

Ultima modifica il Martedì, 26 Gennaio 2016 18:12

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