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La sfida della Billiard 2014

Enzo Bianco - Brumantica

Enzo Bianco - Wolf

Giacomo Penzo

Giacomo Penzo - Ulkid

Angelino Fassi

Angelino Fassi - Angelino

Mi chiamo Enzo Dattilo e la mia storia parte da lontano.

Da sempre sono un appassionato della lavorazione del legno e, come dissi una volta ad un mio amico tabaccaio, probabilmente questa passione l’ho ereditata da mio nonno che era un falegname e fumava la pipa.

Tutto incominciò un giorno durante il mio compleanno: dei miei carissimi amici, non sapendo più cosa regalarmi, visto che fumavo decisero di regalarmi una pipa.

In passato ne avevo possedute alcune, ma non avevano mai suscitato in me un grande interesse. Quel giorno rimasi sorpreso da quel regalo e come un fulmine a ciel sereno mi innamorai della pipa perdutamente.

 

Da quel giorno memorabile, incominciò la mia ricerca nel mondo della pipa visitando laboratori artigianali, documentandomi sempre di più sulle sue origini e su come iniziare a fabbricarle, fino a quando decisi di allestire un laboratorio, dove ancora oggi lavoro e realizzo le mie pipe.

 

Mi ritengo un pipemaker della nuova generazione e ho cominciato a realizzarle circa quattro anni fa, per lo più per me stesso e per alcuni amici, da un anno circa mi sono presentato al grande pubblico, esponendo nei mercatini, fiere, internet e cosi via.

 

Nelle mie creazioni riverso, il mio pensiero artistico e, pur ispirandomi alle pipe tradizionali, spesso mi piace uscire dagli schemi, creando forme a volte semplici, a volte complesse, ma tutte con un punto in comune: la qualità della radica sempre altissima! Tutto ciò per cercare di donare al fumatore sempre maggior piacere nel fumarle.

 

Le mie pipe prima di essere fumate attraversano un periodo di stagionatura molto particolare (da me scoperto, dopo lunghe ricerche personali) che le rende riconoscibili fin dalla prima fumata, sia per corposità, che per dolcezza.

 

Creare pipe e un bellissimo mestiere, che oggi percorro come hobbista, cercando ogni giorno di migliorare, pipa dopo pipa.

Ho cominciato con la pipa circa a 18 anni, (quest’anno sono 23) mi ci sono appassionato quasi per caso. Fumavo ogni tanto con gli amici qualche toscano, il sapore del tabacco mi piaceva così ho voluto provare a fumare anche la pipa, è stato un vero colpo di fulmine. 

Mi sono appassionato all'oggetto, alla sua storia, ma sopratutto alla sua realizzazione, frequentavo un liceo artistico, usavo molto le mani per dipingere, scolpire o modellare l'argilla quindi una certa manualità ce l'avevo e a casa avevo a disposizione una sorta di piccola officina del fai da te messa in piedi grazie a mio nonno e mio padre, così nel tempo libero provai a sbozzare qualche pipa.

 

Inizialmente costruivo delle vere e proprie ciofeche ma con moltissime ore di lavoro e di ricerca sono riuscito a migliorare parecchio. In poco tempo questo hobby mi ha travolto completamente, dividevo il mio tempo tra gli studi di Disegno Industriale e la passione per la pipa, passavo gran parte del mio tempo libero a pensare, a disegnare e realizzare qualche pipa.

 

Tutto quello che so l'ho imparato lavorando molto ma anche utilizzando il web, facendo ricerca, confrontandomi con altri appassionati, visitando i laboratori di alcuni artigiani, frequentando il forum di FLP.com e gli eventi del Pipa Club Italia.

 

Oggi sono Dottore in Disegno Industriale, gli apprezzamenti per le mie pipe sono tanti e la soddisfazione enorme, dedico quasi tutto il mio tempo libero alla ricerca, all’ideazione e alla realizzazione di pipe, amo molto sperimentare, utilizzo dell’ottima radica toscana chiara e dolce, corbezzolo e olivo.

 

Stagiono personalmente ogni pezzo per almeno due anni, realizzo i bocchini direttamente a mano da barre di ebanite, cumberland tedesca e metacrilato.

 

Realizzare pipe mi soddisfa, mi riempie di gioia, mi diverte, mi rilassa, mi fa sentire me stesso tanto che credo proprio di non poter farne a meno. Spero nel tempo di poter realizzare sempre di più delle buone e belle pipe e magari di trasformare questa mia passione ed hobby in un vero e proprio mestiere.

Scavando nei ricordi, già a 8 anni fingevo di fumare una pipa con la testa a muso di gatto, immaginando di essere un investigatore stile Maigret. Ma all’età di 14 anni ho fumato per la prima volta una vera pipa; una boccetta Savinelli acquistata da mio padre in un suo inutile tentativo di smettere con le sigarette. Mi appassionai subito, soprattutto all’oggetto e al rituale che si consuma quando si sceglie una pipa dalla rastrelliera, si carica e si accende.

 

Successivamente, sia per l’alternanza con altri interessi che soprattutto per impegni sportivi con il Judo agonistico, ho trascorso lunghi periodi senza fumare. Dopo i 30 anni ho ripreso con una certa costanza sia a fumare che a comprare pipe, non solo in negozio, ma anche su internet, dove ho acquistato le prime “Nuvole” di Maurizio Tombari, artigiano che stimo tantissimo per il rigore e la precisione del suo lavoro e per la capacità di stupire con linee semplici e sobrie, ma di grande armonia.

 

Ma il primo approccio con il mondo della pipa artigianale l’ho avuto nel 2007 a Bologna, in occasione dello Smoke Style, in cui mi sono ritrovato in un’enorme stanza piena di banchetti di artigiani noti e, per me, meno noti. Esperienza indimenticabile, mi sentivo un bambino nel paese dei balocchi. In quella occasione seguì una lezione tenuta da Tarek Manadily, grande personaggio del mondo della pipa, profondo conoscitore della materia e persona piacevolissima. Conobbi inoltre Massimiliano Rimensi (Duca Pipe) e Gabriele Dalfiume, dal quale acquistai una pipa. Partecipai in seguito a raduni che Gabriele organizzava e che ricordo con molto piacere e nostalgia e dove ebbi l’occasione di conoscere anche Claudio Cavicchi ed acquistare una sua pipa.

 

Lo stesso anno andai al Festival Internazionale della pipa a Cagli, bellissima manifestazione organizzata dall’esuberante e simpatico Bruto Sordini (Pipe Don Carlos) e dove acquistai due pipe Duca.

 

Sempre più immerso in questo piacevole mondo, nel 2008, navigando su internet, incappai nel sito di Bertram Safferling che offriva l’opportunità di frequentare un corso di manifattura pipe. Lo contattai e mi iscrissi, ma più per curiosità che non pensando di finalizzarlo alla costruzione. Ma durante quei tre giorni piacevolissimi trovai un ottimo maestro ed un grande amico e mi venne un’irresistibile desiderio di costruire pipe.
Iniziò così la mia ricerca di attrezzature, ma con scarsi risultati.

 

Finalmente, tramite un amico, ebbi l’incredibile fortuna di conoscere una persona che aveva smesso di dilettarsi in questa attività e che mi cedette attrezzature ed alcune placche di radica stagionatissima; lo considerai un segno del destino.

 

Affittai un piccolo negozietto per un paio d’anni, che diventò anche un punto di ritrovo di amici pipofili. Successivamente, trasferitomi in una casa più grande, sono riuscito a ricavare uno spazio dove trasferire il laboratorio: come si suol dire “casa bottega”.

Come ho realizzato la Billiard della sfida...

Sono cresciuto con il detto "un vero pipemaker si riconosce dalla pipa dritta" quindi per me essendo un curvofilo, è stata una bella sfida.

 

Nel farla, però, ho scoperto quanto mi piace la sua semplicità e la difficoltà di dare le giuste proporzioni!

La mia dritta fa parte del gruppo "Prima". Cosi chiamata da me perché, come molti, la ritengo la regina delle pipe.

In questa pipa ho cercato di far emergere le qualità di una pipa comoda da portare in giro, facile da pulire e da fumare.
Insomma una pipa per tutti!!!

 

La pipa è stata realizzata completamente a mano e senza l'ausilio del tornio, con radica di prima scelta e l'ustnik è in ebanite.

 

La sua particolarità è che, osservandola, si capisce che è fatta a mano, pur mantenendo proporzioni equilibrate.

Infine, come tutte le mie pipe, ha il trattamento finale brumAntica, una sorta di firma non leggibile, ma assaporabile già dalla prima fumata... provare per credere!

La biliard è la forma per eccellenza è La Pipa, la forma più classica e funzionale di tutte. È stata disegnata e prodotta, ogni volta con piccolissime variazioni, da tutte la case produttrici e da tutti gli artigiani. È per me la forma più bella, affascinante e instancabile di sempre.

 

Quando Emilia mi ha chiesto di realizzare una “Billiard alla Penzo”, mi sono praticamente messo subito all’opera con grande emozione. Ho fatto prima uno studio sui modelli classici delle grandi case produttrici e dei più noti artigiani, poi ho pensato e disegnato una pipa che esprimesse la mia idea di billiard.

 

La billiard sembra la pipa più semplice e anonima di tutte, sembra facile da realizzare e da giudicare ma in realtà non è così.

 

Ogni parte che compone la pipa deve essere pensata e realizzata in relazione alle altre rispettando dei parametri estetici e tecnici molto importanti, è così che la pipa potrà essere buona e bella e potrà essere identificata con il suo nome.

 

La pipa è stata realizzata a partire da una placca di radica toscana, proveniente dall’azienda del signor Girolamo Manno. Ho scelto questa placca perché su ogni lato presentava una fiamma verticale e omogenea con degli anelli di accrescimento perfettamente orizzontali mentre sulla parte superiore ed inferiore dei bei occhietti di pernice fitti e centrati rispetto all’orientamento della venatura. Aveva tutte le carte in regola per essere il pezzo ideale per una billiard. 

 

Il bocchino è stato realizzato a mano a partire, come da tradizione , da una barra di ebanite tedesca proveniente dall’azienda di Marco Janzen, presenta un perno in teflon antirottura. Le sue caratteristiche cercano di offrire un tiraggio fluido, regolare e una presa confortevole. 

 

Ho realizzato al tornio parte della testa, del cannello e del bocchino rifinendo poi la pipa prima su disco e poi con carte abrasive di diversa grana fino ad ottenere la pipa finita. Ho voluto mantenere la pipa con il suo colore naturale, dando solo una ravvivata ai toni con una leggera lavatura.

 

Questa secondo me è come dev’essere una pipa Billiard, ha delle dimensioni e dei dettagli ben precisi, dev’essere proporzionata, bilanciata e presentare una linea pulita. 

 

Spero che questa pipa possa piacere e affascinare tanto quanto ha affascinato me nel disegnarla e realizzarla, credo che uno shape così classico ma allo stesso tempo sempre originale e all’avanguardia come quello della billiard sarà sempre lo shape per eccellenza.

Mi sono lanciato volentieri nella realizzazione di una billiard su richiesta di Emilia. Ho cercato un buon pezzo di radica e ho deciso di utilizzare un bocchino pre-lavorato in metacrilato, che ha comunque ricevuto alcuni adattamenti sia nella forma che nella rifinitura del dente. Ho eseguito il disegno sulla placca sbiancata, come di consueto, ed ho cominciato la lavorazione al tornio.

 

Un dettaglio voluto è la forma conica del cannello con una leggera inclinazione della battuta al fine di ottenere quella gradevole discesa del bocchino, anziché averlo esattamente parallelo al cannello stesso.

Durante la lavorazione, sia per la presenza di piccoli difetti del legno, sia per una mia attuale tendenza a costruire pipe dalle linee snelle, mi sono trovato di fronte ad una forma che forse esce dalle proporzioni canoniche della billiard e scivola leggermente verso la chimney.

Tuttavia, prima di terminarla, ho chiesto ad Emilia se la mia pipa potesse definirsi una billiard e avuto il nulla osta ho terminato il lavoro con una tinta palissandro.

 

E così ne è risultata questa pipa da passeggio lunga 13 centimetri e del peso piuma di 21 gr.

Le risposte alle vostre domande...    
Vi siete ispirati a particolari modelli o artigiani nelle scelte costruttive ed estetiche delle vostre billiard?


No sono andato di getto, ispirazione del momento

 

 

Che abitudini sessuali hanno i tre artigiani?

 

Non vedo questo cosa c'entri con la pipa

 

 

Che tabacchi fumano abitualmente i tre artigiani?

 

Personalmente Early Mornig.

 

 

Visto che siete tutti fumatori di pipa, cosa che non sempre è, quanto gli anni di fumo e la vostra esperienza di fumatore quanto incide sul vostro lavoro?

 

Fumo da quando avevo 11 anni. Sul lavoro incide molto visto che il prodotto è destinato prevalentemente a persone che fumano la pipa.

 

 

Quando avete realizzato le Billiard, sapevate della sfida? Se lo sapevate, la cosa vi ha condizionato e sono venute fuori creazioni veramente "vostre"?

 

Sì, sapevo della sfida. L'unico condizionamento (forse) è stato quello di fare del mio meglio e cercare di essere molto preciso.
Non ho volutamente usato il tornio, per mettermi ancor più alla prova.

 

 

Avevo notato la differenza della foratura, ora evidente, una un po' bassa,una giusta e una un po' alta. Errore oppure scelta dei tre artigiani, metodo di foratura diverso, ho visto fare prima il fornello e poi forare il cannello e viceversa.

L'altezza del fornello l'ho scelta io secondo i miei gusti e l'ispirazione del momento. Comunque di solito foro prima il fornello, poi il cannello, in tre passaggi molto delicati. Da li intuisco poi come sarà la fumata a pipa finita.

 

 

A differenza degli esponenti della "vecchia scuola", voi non siete passati per una lunga gavetta presso un qualche rinnomato mastro piparo (esclusi brevi master class)... pensate che aver saltato questo passaggio vi abbia penalizzato in qualche aspetto? oppure vi abbia giovato? ad esempio permettendovi di creare fin da subito un vostro stile personale?

 

Ci sono pro e contro. Sicuramente frequentare una bottega artigianale, della vecchia scuola, aiuta moltissimo per quanto riguarda il discorso tecnico. Poi per il resto dipende dai tuoi gusti, e da come uno vede la pipa interiore. E' difficile spiegare, le parole fanno parte di una sfera di comprensione molto limitata: diciamo che per me, nel fare una pipa, valgono tre virtù fondamentali... pazienza, costanza, umiltà!

 

 

Io ho una domanda strana: partendo dall'alta qualità della radica, e considerando le ore di lavoro fatte, notando l'alta cmq qualità del prodotto, come arrivate al prezzo finale?

Dunque sul mio sito http://brumantica.com lo spiego in maniera dettagliata, ora qui cercherò di sintetizzare.
Alle mie pipe dò 5 livelli di gradazione.
Il 5° è quello più alto e difficilmente faccio pipe sotto il terzo.
Mi baso innanzitutto sulla qualità della radica: ne ho di diversi livelli e stagionature.
Fino al terzo grado le mie pipe possono riportare piccoli difetti, diciamo estetici naturali della radica.
Dal quarto al quinto grado poi valuto il disegno delle venature, occhi di pernice, le ore lavorate: sono sempre applicate all'interno del prezzo in maniera minoritaria, in modo da mantenere comunque un prezzo abbordabile (quasi sempre).
Tutto questo, ovviamente, lo decido a pipa finita.

 

Concludo con il ringraziare in primis Emilia che ha dato vita a questo simpatico gioco, poi a tutti i partecipanti che con le loro critiche e apprezzamenti mi aiutano ogni giorno a creare pipe sempre migliori, cercando nelle varie forme di accattivarmi il gusto di tutti!

Vi siete ispirati a particolari modelli o artigiani nelle scelte costruttive ed estetiche delle vostre billiard?

 

Mi ispiro spesso ad altri artigiani o aziende per disegnare e realizzare le mie pipe. In particolare amo sfogliare e spulciare i vecchi cataloghi Savinelli, Dunhill, Charatan, Kriswill, Ashton e molti altri. Credo che per realizzare qualcosa di buono e nuovo sia essenziale ispirarsi a chi nel mondo della pipa ha fatto e sta facendo la storia, modificando anche pochi semplici aspetti rendendoli propri si può davvero realizzare qualcosa di notevole.

 

 

Che abitudini sessuali hanno i tre artigiani?

 

Mi piacciono le donne!

 

 

Che tabacchi fumano abitualmente i tre artigiani?

 

Solitamente spazio tra i Virginia le English Mixture e i Naturali. In particolare adoro il Full Virginia Flake, MC Clelland 22-24-27, Skiff Mixture, Squadron Leader, CAO Indipendence, CAO Midnight Ride, CAO Old Ironsides, Trinciato Italia, Semois, Caporal, Saint Claude. Questi in cambusa non mancano mai!

 

Visto che siete tutti fumatori di pipa, cosa che non sempre è, quanto gli anni di fumo e la vostra esperienza di fumatore quanto incide sul vostro lavoro?

 

Penso di avere imparato a fumare imparando a realizzare pipe e viceversa. A volte è solo scontrandoti con certi aspetti e problemi che capisci come affrontarli e correggerli sia come fumatore che come pipemaker. In ogni caso con la pipa non si finisce mai di imparare è anche per questo che mi affascina sempre così tanto.

 

 

Quando avete realizzato le Billiard, sapevate della sfida? Se lo sapevate, la cosa vi ha condizionato e sono venute fuori creazioni veramente "vostre"?

 

La pipa l'ho realizzata dopo che Emilia mi ha proposto di partecipare alla sfida, non conoscevo i miei colleghi "avversari" e non ho affrontato la cosa in modo competitivo anzi mi è proprio sembrato un'ottima opportunità per crescere ulteriormente. Ho realizzato quindi una Billiard secondo la mia concezione di pipa valorizzando gli aspetti che considero più importanti cercando di metterci del mio. 

 

 

Avevo notato la differenza della foratura, ora evidente, una un po' bassa, una giusta e una un po' alta. Errore oppure scelta dei tre artigiani, metodo di foratura diverso, ho visto fare prima il fornello e poi forare il cannello e viceversa.

 

Per quanto mi riguarda realizzo sempre prima il foro del fornello, poi il foro del cannello, quest'ultimo cerco sempre di farlo leggermene più basso del fondo (circa mezzo millimetro), ho riscontrato che porta dei benefici piccoli durante fumata: riduce o annulla la formazione di condensa e permette di fumare praticamente tutto il tabacco presente nel fornello.

 

 

A differenza degli esponenti della "vecchia scuola", voi non siete passati per una lunga gavetta presso un qualche rinnomato mastro piparo (esclusi brevi master class)... pensate che aver saltato questo passaggio vi abbia penalizzato in qualche aspetto? oppure vi abbia giovato? ad esempio permettendovi di creare fin da subito un vostro stile personale?

 

Non penso di essere stato penalizzato o di aver saltato qualche passaggio, forse ci ho messo più tempo a capire ed imparare certe cose in ogni caso ci tengo a ribadire che nel campo della pipa non si finisce mai di imparare quindi non considero concluso il mio percorso.  Anzi tutto questo mi stimola continuamente a migliorarmi sperimentando, sbagliando e continuando a ricercare soluzioni tecniche ed estetiche nuove ed accattivanti. Credo che questo sistema sia molto più istruttivo e formativo rispetto al farsi la gavetta sotto un altro mastropipaio. 

 

 

Io ho una domanda strana: partendo dall'alta qualità della radica, e considerando le ore di lavoro fatte, notando l'alta cmq qualità del prodotto, come arrivate al prezzo finale?

 

Faccio sempre fatica a dare un prezzo ad una mia pipa, lo decido sempre a pipa finita valutando la presenza di difetti o meno, la tipologia di materiale utilizzato, la difficoltà di realizzazione, il tempo impiagato. Cerco sempre di proporre un prezzo adeguato al prodotto che presento, non è sempre facile per chi tenta di inserirsi in questo mondo, alcuni ti dicono vendi a troppo poco e che i tuoi pezzi valgono di più altri che magari non ti conoscono che vendi a troppo. In tutta onestà cerco di offrire prodotti al massimo delle mie capacità e il prezzo delle mie pipe è proporzionato al livello di qualità che penso di poter offrire.

Vi siete ispirati a particolari modelli o artigiani nelle scelte costruttive ed estetiche delle vostre billiard?

 

Per quanto mi riguarda, non avendo ancora trovato un mio stile personale, è inevitabile, anche inconsciamente, ispirarmi ai miei artigiani preferiti. In questo caso azzarderei un richiamo alle Foundation, sperando che i Musicò non si offendano.

 

 

All'artigiano della pipa a sx, credo Angelino Fassi, chiederei come è giunto all'idea di creare una testa un po' chimney.

 

Come già avevo accennato la forma definitiva non è stato totalmente intenzionale, ma parzialmente condizionata da difetti della radica che ho preferito eliminare, infarti sono d'accordo con chi ha criticato la forma definendola poco billiard

 

 

Che abitudini sessuali hanno i tre artigiani?

 

Tendenzialmente eterosessuali, donne non troppo giovani e rapporto non maschilista

 

 

Che tabacchi fumano abitualmente i tre artigiani?

 

Amo esplorare, ma ho sempre aperti almeno tre tabacchi, un naturale, tipo il Forte, un latakioso e un virginia, tra i quali il mio preferito è l'Orlik Golden Sliced

 

 

Visto che siete tutti fumatori di pipa, cosa che non sempre è, quanto gli anni di fumo e la vostra esperienza di fumatore quanto incide sul vostro lavoro?

 

Nel mio caso, pur fumando da 42 anni, questa grande esperienza conta poco, perché solo da quando mi cimento nella costruzione di pipe osservo questi oggetti con occhio molto più critico ed attento

 

 

Quando avete realizzato le Billiard, sapevate della sfida? Se lo sapevate, la cosa vi ha condizionato e sono venute fuori creazioni veramente "vostre"?

 

Ero al corrente della competizione, ma ho lavorato senza spirito di agonismo, peraltro già consumato nella mia carriera di Judoka. Ho lavorato con naturalezza, come se stessi realizzando una pipa per un amico. Non ho cercato di forzare la mano, quindi penso che la mia pipa sia in armonia con le mie capacità e soprattutto i limiti

 

 

Avevo notato la differenza della foratura, ora evidente, una un po' bassa,una giusta e una un po' alta. Errore oppure scelta dei tre artigiani, metodo di foratura diverso, ho visto fare prima il fornello e poi forare il cannello e viceversa.

 

Rispondo per me: foro prima il fornello e poi il cannello, cercando di ottenere la classica apertura ovattare o al limite un poco più bassa come va di moda adesso. Forse invertendo la sequenza potrei controllare meglio la forma della foratura.

 

 

 

A differenza degli esponenti della "vecchia scuola", voi non siete passati per una lunga gavetta presso un qualche rinnomato mastro piparo (esclusi brevi master class)... pensate che aver saltato questo passaggio vi abbia penalizzato in qualche aspetto? oppure vi abbia giovato? ad esempio permettendovi di creare fin da subito un vostro stile personale?

 

Penso solo che questo ci comporti maggiore sforzo per ottenere buoni risultati; ma se guardate un po' in rete trovate artigiani che fanno pipe da quattro anni e realizzano capolavori. Si tratta poi di costruire una pipa non di fare un trapianto cuore polmoni. Mi sembra molto italiano questo moralismo per cui si debba passare per forza attraverso le gavette più umilianti

 

 

Io ho una domanda strana: partendo dall'alta qualità della radica, e considerando le ore di lavoro fatte, notando l'alta cmq qualità del prodotto, come arrivate al prezzo finale?

 

Io credo che il prezzo dipenda da molti elementi e scelte personali. Personalmente il grading e quindi il prezzo lo decido a pipa finita. Resta comunque il mio obbiettivo di far conoscere le mie pipe a più persone possibili, pertanto tendo a stare basino, senza umiliare troppo il mio lavoro, ma con rispetto verso gli artigiani professionisti

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Gennaio 2016 13:18
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